Cronaca

La Rete Bibliotecaria si allarga con l’ingresso delle due Università

Il patrimonio librario di Statale e Cattolica arricchirà l’attuale dotazione di oltre 6milioni
Paola Gregorio
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Le università aprono le porte del proprio patrimonio librario

Da quanto è stata istituita nel 1988 dalla Provincia, che ne è capofila, la Rete Bibliotecaria Bresciana e Cremonese ha regalato la possibilità di leggere e sfogliare i libri di una grande biblioteca diffusa e capillare, prima solo analogica e poi anche digitale. E da ora per gli utenti maggiorenni c’è una possibilità in più, perché potranno a accedere e in alcuni casi anche prendere a prestito i libri, solo cartacei, delle biblioteche dell’Università degli Studi di Brescia e della sede bresciana della Cattolica, grazie ai protocolli d’intesa siglati dal Broletto con i due atenei.

I numeri

Il catalogo della Rete conta oggi, dati aggiornati al 2025, 6.185.766 volumi, 61.983 e book e 7.747 periodici. Insomma, una dotazione di oltre sei milioni e 200 mila tra libri, periodici, giochi, cd, cartacei e digitali. A questi si aggiungono dunque il patrimonio librario della biblioteca della Statale che comprende 170.000 monografie, 58.000 annate di periodici, di cui 1.500 abbonamenti tra riviste di settore e scientifiche; e quello della sede bresciana della Cattolica: 260.000 monografie, 6.000 audiovisivi, 300 periodici correnti, oltre all’Archivio Viganò e quelli culturali.

Un patrimonio prezioso per gli studiosi e per chi fa ricerca o semplicemente vuole approfondire consultando una documentazione specializzata e di settore.

Del network fanno parte 245 biblioteche bresciane e 77 cremonesi (dal 2000 è integrata anche la Rete di Cremona), ma se si contano pure le partnership siglate nel tempo, con le Reti bibliotecarie bergamasca, mantovana, delle Province di Sondrio, Como e Varese, del Lodigiano, l’area milanese (Azienda speciale Csbno) e Culture Biblioteche in Rete, 58 Comuni della zona a est della Città Metropolitana di Milano, della Provincia di Monza e della Brianza, si arriva ad oltre mille biblioteche che servono più di sei milioni e trecento mila abitanti, coprendo quasi tutto il territorio lombardo.

I numeri raccontano di una Rete sana e in crescita. L’anno scorso i prestiti analogici sono stati più di 2 milioni e quattrocentomila, erano circa 2 milioni nel 2022, con quasi 176 mila utenti attivi, più di 2,6 milioni di presenze e 258 mila ore di apertura grazie a 709 operatori. Non scordiamoci della Biblioteca digitale, la Mlol, la Media Library on line che offre in prestito e book, periodici, audiolibri e risorse digitali: nel 2025 gli utenti sono stati quasi 30 mila, con 1,1 milione di accessi, 111 mila prestiti, e poco più di un milione di consultazioni. Oltre che le biblioteche comunali, inclusi i servizi bibliotecari del Comune di Brescia, nella rete ci sono anche le biblioteche carcerarie, alcune scolastiche e di altra tipologia.

Uno dei servizi più graditi è il prestito interbibliotecario. Nelle ultime settimane è scoppiata una polemica attorno alla riduzione a 3 prestiti al mese per utente, in vigore dal 15 luglio - si tratta di una sperimentazione - legata ad un aumento dei costi per il personale, previsto per il servizio, della cooperativa che lo gestisce (da una verifica a è emerso che risultava inferiore ai minimi previsti dalla normativa vigente) e al confronto per una ridefinizione delle condizioni economiche dell’appalto con il Broletto.

Su questo, interpellata, la consigliera delegata alla Cultura e alla Rete Bibliotecaria Nini Ferrari è lapidaria: «Risponderò lunedì in Consiglio provinciale con dati e numeri che dimostreranno che la polemica è strumentale».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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