Cronaca

Costo del personale sotto i minimi: «Prestito interbibliotecario a rischio»

La doppia interrogazione, in Provincia e in Loggia, di Andrea Curcio del Pd sul servizio svolto da una cooperativa
Simone Bracchi

Simone Bracchi

Giornalista

La biblioteca di Concesio - Foto Marco Ortogni/Neg © www.giornaledibrescia.it
La biblioteca di Concesio - Foto Marco Ortogni/Neg © www.giornaledibrescia.it

I bresciani sono da sempre dei grandi lettori e lo dimostrano i numeri dei prestiti della Rete bibliotecaria bresciana. Una media annua di 1 milione e 600mila libri. Di questi, 750mila - circa il 30% - sono movimentati dal servizio di prestito interbibliotecario, che è sempre stato considerato una vera e propria eccellenza a livello nazionale. Un servizio che, però, a detta del consigliere comunale della Loggia e del Broletto, Andrea Curcio, «ora rischia di subire un ridimensionamento dei propri standard qualitativi». E questo, a quanto si evince dalla documentazione, è legato al costo del personale della cooperativa che si era aggiudicata il servizio per il 2024-2028 per circa 2 milioni di euro.

Una questione urgente e delicata, che - come spiegato dalla consigliera provinciale delegata alla Cultura e alla Rbb Nini Ferrari, verrà affrontata settimana prossima, giovedì 4 giugno, in Consulta, organo centrale della Rete costituita dalla stessa Ferrari, in qualità di referente del Broletto, e dai legali rappresentanti degli otto Sistemi bibliotecari.

La situazione

 «A seguito di una verifica effettuata alla fine del 2025 - spiega il consigliere del Partito democratico che ha presentato una doppia interrogazione: in Provincia e in Comune - è emerso che il costo del personale previsto risultava inferiore ai minimi stabiliti dalla normativa vigente. Per questo motivo sono attualmente in corso confronti tra la Provincia e la cooperativa che gestisce il servizio per ridefinire le condizioni economiche dell’appalto».

Dunque i problemi sono di natura economica e a quanto risulta dalle parole di Curcio le parti sembrano essere distanti, anche se la situazione verrà affrontata nel dettaglio settimana prossima, «nelle sedi opportune», come ha rimarcato Ferrari.

«A fronte di una proposta provinciale di incremento del 22%, la cooperativa richiede un aumento del 40%, perché ha spiegato che rientrando nella Logistica i parametri contrattuali sono più alti. Dunque una differenza tra le parti di circa 80mila euro annui. Il problema è che in assenza di un accordo, la cooperativa ha già prospettato l’impossibilità di mantenere gli attuali standard operativi, con il rischio concreto di una riduzione della qualità del servizio offerto ai cittadini, soprattutto per coloro che vivono nei piccoli centri o nelle zone più periferiche della provincia».

Le richieste

Curcio ha così raccolto le sollecitazioni di numerosi amministratori locali e degli operatori del sistema bibliotecario provinciale, «affinché le istituzioni individuino le risorse necessarie a salvaguardare gli attuali standard qualitativi del servizio. Un altro tema importante è anche quello decisionale: il costo è a carico per il 60% dei Sistemi e per il 40% della Provincia, ma è l’ente a decidere e a quanto pare i rappresentanti non sono abbastanza coinvolti».

La consigliera Ferrari non ha anticipato nulla di quello che verrà detto in Consulta, ma ha spiegato che gli uffici sono al lavoro per trovare le migliori soluzioni, guardando ovviamente anche ad altri soggetti, pronti a farsi carico di questo importante servizio nato proprio per consolidare la collaborazione tra le biblioteche del territorio: dalla Valcamonica alla Bassa.

I numeri del 2025

Dicevamo che i bresciani sono dei grandi lettori e che a dimostrarlo sono proprio i numeri. È la fotografia emersa proprio dai dati forniti dal Broletto in merito al 2025, un anno decisamente positivo per la Rete Bibliotecaria Bresciana e Cremonese, che comprende 245 biblioteche nella nostra provincia e 77 in quella dei «nostri vicini».

I parametri sono tutti con segno più: in catalogo ci sono quasi 6,2 milioni tra libri, giornali, riviste, giochi e cd. L’anno scorso i prestiti sono stati 2,4 milioni con quasi 176mila utenti attivi e più di
2,6 milioni di presenze.

Le biblioteche hanno accumulato 258mila ore di apertura grazie a 709 operatori. Nel Bresciano gli utenti attivi sono il 12% della popolazione, un dato sopra la media italiana che si attesta sul 10%.
A rendere ancora più positivo questo dato è che nel 2021 eravamo fermi al 7%. Il valore dei prestiti, quindi, se si conta un costo medio a libro di 18 euro, arriva a 37,5 milioni per il Bresciano, dato che dimostra che le risorse sono investite inservizi richiesti e apprezzati.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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