Cronaca

Restauro scritta fascista ad Acquafredda, è scontro: «Basta attacchi»

Il Comitato Papa Pio X respinge le accuse della minoranza: «Siamo intervenuti anche su un’altra scritta, “W Badoglio”, connessa alla fine del fascismo»
Giulia Bonardi
L'edificio in piazzale San Biagio - © www.giornaledibrescia.it
L'edificio in piazzale San Biagio - © www.giornaledibrescia.it

«Abbiamo l’autorizzazione della Soprintendenza, la quale, prima di esprimersi sull’esito dell’intervento, deve attendere la conclusione dei lavori, che, invece, sono ancora in corso. Siamo inoltre stanchi degli attacchi infondati della minoranza di Acquafredda: se proseguiranno, procederemo per vie legali».

A prendere parola è il «Comitato Papa Pio X», ossia chi ha finanziato e promosso l’intervento sull’iscrizione muraria di epoca fascista presente su un edificio privato di piazzale San Biagio ad Acquafredda («Credere Obbedire Combattere»), il cui restauro conservativo, nelle modalità di esecuzione, è stato contestato dalla minoranza consiliare Agorà-Acquafredda in Comune che lo ha descritto come più somigliante a un «recupero ricostruttivo» e poi ha chiesto alla Soprintendenza verifiche, l’ordine di ripristinare la scritta com’era prima dei lavori e di valutare la trasmissione degli atti alla Procura.

Le parole del soprintendente

Una richiesta, questa, avanzata alla luce di quanto il soprintendente stesso, l’architetto Giuseppe Stolfi, ha dichiarato al nostro giornale: «Il progetto al quale abbiamo rilasciato parere favorevole (peraltro non dovuto, considerato che l’edificio non è sotto tutela culturale) era di semplice restauro conservativo di quanto era già visibile. L’esecuzione non corrisponde affatto. L’intervento di ripristino è andato oltre», le parole del soprintendente (a fronte delle quali anche il sindaco ha chiesto il parere della Soprintendenza).

La replica

Ebbene, il Comitato Papa Pio X interviene: «Ci sembra oltremodo prematuro esprimere pareri riguardo all’intervento, essendo ancora in corso di svolgimento: prima di valutare la corrispondenza tra ciò che è stato autorizzato e quanto eseguito bisogna attendere la formale comunicazione di fine lavori – dice il Comitato, “impegnato nella valorizzazione delle opere storiche” – . Quindi stiamo chiedendo un incontro urgente con il soprintendente Stolfi per avere spiegazioni».

Poi: «Prima ancora ribadiamo di avere l’autorizzazione definitiva risalente a luglio e di aver proceduto regolarmente, incaricando, come prescritto, una restauratrice iscritta all’albo, la dottoressa Giuliana Ribaldi – prosegue il Comitato –. In quell’occasione, non abbiamo ricevuto dalla Soprintendenza indicazioni specifiche su colori, tecniche, metodi...».

«Attacchi infondati»

«W Badoglio»: la scritta e le targhe
«W Badoglio»: la scritta e le targhe

Circa gli interventi della minoranza: «Siamo stanchi degli attacchi all’intervento – afferma il Comitato Papa Pio X –. Sembra che gli venga attribuita una volontà propagandistica: attacchi infondati. Non si mette invece in evidenza, in modo positivo, il restauro che abbiamo eseguito, sempre in questa occasione, su un’altra scritta presente sull’edificio, cioè “W Badoglio”, testimonianza connessa alla fine del fascismo, nonché il contenuto delle targhe che abbiamo voluto esporre, in una delle quali scriviamo “I giovani di oggi non possono apprezzare la pace se non teniamo vivo il ricordo degli orrori della guerre”; una frase che rende palese il nostro schierarci contro ogni forma di oppressione (la minoranza aveva citato le targhe, evidenziando l’assenza di una presa di distanza dal regime fascista, ndr). Siamo propensi a rivolgerci al tribunale, forti del supporto del nostro avvocato».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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