«Ci aspettiamo provvedimenti immediati, visto che non ci sono i termini di legge perché la scritta rimanga visibile così com’è»: è quanto afferma la minoranza «Agorà-Acquafredda in Comune», riferendosi all’intervento contestato, svolto da privati, sul motto fascista di piazzale San Biagio, «Credere Obbedire Combattere» (firmato Mussolini).
Il gruppo consiliare ha inviato anche una richiesta, via Pec, alla Soprintendenza stessa, perché «verifichi la difformità tra progetto autorizzato e opera eseguita, ordinare la rimozione/copertura della scritta rifatta ex novo e il ripristino dello stato precedente ai lavori e di valutare la trasmissione degli atti alla Procura». Ciò a fronte di quanto il gruppo consiliare ha appreso dal nostro giornale a cui il Soprintendente all’archeologia, belle arti e paesaggio ha dichiarato che «l’intervento di ripristino è andato oltre (rispetto al semplice restauro conservativo su cui era stato rilasciato parere favorevole, ndr) ed è intera responsabilità della proprietà committente: quindi non è stato né stabilito, né avallato in alcun modo dalla Soprintendenza, che ha per compito la conservazione delle testimonianze storiche come tali».
La richiesta
«Agorà», del resto, subito dopo i lavori sulla scritta presente sull’edificio privato, aveva proprio affermato che il presunto «restauro conservativo» aveva le caratteristiche di un «recupero ricostruttivo», «che enfatizza l’impatto visivo della propaganda d’epoca», chiedendo poi al sindaco di «emanare un’ordinanza per il temporaneo oscuramento della scritta, fino al termine dell’iter burocratico per l’eventuale approvazione alla Soprintendenza».
«Alla luce di quanto appreso dalla stampa, la richiesta dell’ordinanza è, a maggior ragione, sensata», aggiunge la minoranza, evidenziando inoltre come potrebbe anche essere stato «deturpato un reperto storico, difficilmente recuperabile». «Per quanto riguarda i passaggi successivi, ci aspettiamo un intervento di ripristino della scritta com’era prima dell’intervento, cosa che non siamo sicuri possa essere fatta», prosegue «Agorà».
Abbiamo contattato il sindaco Maurizio Donini: «Avendo appreso solo dagli organi d’informazione le valutazioni espresse dal Soprintendente circa la non corrispondenza tra l’intervento autorizzato e quello concretamente realizzato dal privato, ho provveduto a inviare una formale richiesta di parere di conformità alla Soprintendenza stessa – commenta il primo cittadino di Acquafredda –. Nel rigoroso rispetto dei ruoli e dei rapporti istituzionali, attendiamo il riscontro tecnico ufficiale della Soprintendenza».



