Era la «sentinella del lago d’Iseo», l’uomo forte su cui contare in caso di emergenze, quello che non pronunciava mai la parola «no» o «impossibile». Amava il Sebino in maniera viscerale, conosceva quelle acque come le sue tasche e per questo veniva chiamato ogniqualvolta c’era necessità d’intervenire sul lago. Quello specchio d’acqua che, mercoledì notte, gli ha dato l’ultimo saluto, lo ha cullato nel suo ultimo respiro.
Il corpo senza vita di Remo Bonetti, 80 anni, è stato trovato vicino alla sua barca, incagliata nel canneto in località Pizzone di Pisogne. Era uscito a pesca e non aveva fatto ritorno, il figlio e la moglie avevano dato l’allarme facendo partire le ricerche.
Chi era
Remo Bonetti, classe 1945, era conosciuto da tutti sul Sebino, perché per tutta la vita, oltre al lavoro e alla famiglia, si era dato completamente al volontariato «sia di terra sia di acqua». Fondatore negli anni Settanta e presidente del Gruppo soccorso sub Sebino, si è sempre occupato di recuperare i dispersi nel lago: era uno dei più esperti in Italia.
Nutriva una grande passione anche per la protezione civile; per questo aveva aperto, nel Gruppo, anche una sezione cinofili, creando un campo macerie. Non era raro incontrarlo con i suoi cani, impegnato in ricerche in superficie. Operava in casa, ma spesso anche fuori, quando c’era necessità, come nel caso delle alluvioni in Friuli.
Il riconoscimento
La sua approfondita conoscenza del Sebino era dovuta anche al fatto che passava gran parte del suo tempo nel lago, lo osservava ed era spesso il primo a segnalarne problemi, abbassamenti, cambiamenti. Un impegno quasi accanito, che gli è valso, due anni fa, l’attribuzione del premio San Costanzo da parte del Comune di Pisogne, riservato alle eccellenze del paese che contribuiscono a rendere la località più bella, conosciuta, solidale e ricca.
In tanti, in queste ore, stanno portando conforto alla famiglia, tristi e dispiaciuti per la scomparsa di un uomo generoso e disponibile, dal carattere tenace e a tratti ruvido. Il primo a darne notizia è stato il sindaco pisognese Federico Laini, che lo ha ricordato nel giorno della consegna del San Costanzo. «Ci hai lasciato senza parole, grazie per aver dedicato la tua vita al volontariato», ha scritto sui social. Ma le memorie più grandi sono per le sue ricerche, per le imprese più difficili.
L’ultima quella per ritrovare il cadavere di Chiara Lindl, la giovane turista tedesca caduta da una barca e mai più rintracciata: Bonetti si era speso in ogni modo, con tutte le sue forze, aveva promesso ai genitori di ritrovarla.
Il funerale
Ex operaio dell’Italsider ora in pensione, lascia la moglie Rita e il figlio William, che ha seguito le sue orme e passioni. La salma si trova a Costa Volpino, nella sala del commiato delle onoranze funebri Bergamelli, dove venerdì alle 17 sarà celebrata la veglia funebre. I funerali saranno invece sabato 20 giugno alle 14.30 chiesa di Santa Maria Assunta di Pisogne.



