Cronaca

Autorizzazione della Regione a Sares Green: il Comune fa ricorso al Tar

La sindaca Pedrali: «Non siamo pro o contro, vogliamo avere certezze su alcuni aspetti legati ai rischi ambientali». La società: «Sei anni di studi, è tutto in regola»
Barbara Fenotti
La sala di controllo di Sares Green
La sala di controllo di Sares Green

Sarà il Tar di Brescia a pronunciarsi sull’autorizzazione rilasciata dalla Regione per il progetto Sares Green a Ponte Zanano. Il Comune di Sarezzo ha infatti depositato ricorso chiedendo l’annullamento dell’autorizzazione unica concessa alla società per la realizzazione dell’impianto destinato al trattamento di rifiuti speciali non pericolosi.

Posizioni

Una decisione che l’Amministrazione comunale tiene a distinguere dalle iniziative promosse dai comitati contrari al progetto.

«Non si tratta di schierarsi a favore o contro l’impianto, né di sostenere una parte piuttosto che un’altra – tiene a specificare la sindaca Valentina Pedrali –. Il nostro compito è tutelare i cittadini ed essere certi che un procedimento di questa portata sia stato svolto correttamente sotto ogni profilo».

La sindaca di Sarezzo Valentina Pedrali
La sindaca di Sarezzo Valentina Pedrali

Alla base del ricorso vi sono alcuni aspetti che, secondo l’ente, non avrebbero trovato adeguata risposta durante l’iter autorizzativo. Tra questi la corretta valutazione dei rischi ambientali, la compatibilità urbanistica ed edilizia del progetto e l’applicazione della normativa Seveso.

In particolare il Comune ritiene che debba essere chiarito prima dell’avvio dell’attività se l’impianto rientri o meno nel campo di applicazione della normativa sugli stabilimenti a rischio di incidente rilevante, mentre negli atti autorizzativi tale verifica risulta rinviata ai mesi successivi all’entrata in funzione.

Dal canto suo Sares Green ribadisce la solidità del percorso tecnico e sanitario seguito. La società ricorda che «il progetto è stato accompagnato da sei anni di studi e approfondimenti confluiti nella procedura di Valutazione di impatto ambientale». Tra questi la Valutazione di impatto sulla salute realizzata da Melete, società collegata all’Università dell’Insubria, e il successivo aggiornamento elaborato nel 2024 da Made Hse. Le analisi hanno preso in esame una popolazione di circa 69mila abitanti distribuiti tra Sarezzo e i Comuni limitrofi e sono state esaminate dagli enti coinvolti nelle Conferenze dei servizi.

«Qui viviamo e lavoriamo anche noi – ha dichiarato il vicepresidente Tiberio Assisi –. Abbiamo sempre messo al centro dati, studi e approfondimenti tecnici valutati dagli enti competenti». La società sottolinea inoltre che «l’impianto non è un inceneritore, ma un sistema di recupero del car-fluff attraverso un processo di conversione catalitica senza combustione dei materiali in ingresso».

Ambiente

Sul fronte opposto i comitati contrari all’opera hanno annunciato a loro volta il ricorso alla giustizia amministrativa. Secondo il Comitato Liberi Cittadini per la Salute nel procedimento sarebbero state rinviate a fasi successive valutazioni considerate fondamentali, dagli impatti cumulativi con le attività produttive già presenti nell’area agli aspetti sanitari e ambientali.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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