Dal palco, che come da tradizione è allestito di fianco all’arco gonfiabile della partenza, dopo il countdown, arriva il dato numerico più importante: alla dodicesima edizione bresciana della Race for the Cure ci sono 11mila persone.
È il record della manifestazione organizzata da Komen Italia, associazione impegnata nella prevenzione e nella lotta ai tumori del seno.
Il Villaggio della salute, allestito a Campo Marte, è stato il cuore dell’iniziativa per tre giorni, ma la festa finale arriva sempre con la Race (due percorsi 5 km di corsa non competitiva e 2 km di passeggiata): folti gruppi da tantissimi paesi della provincia, ma anche in rappresentanza di aziende, associazioni e realtà corporative del territorio.
La distesa di maglie rosa – che ricordiamo sono indossate esclusivamente dalle donne che hanno affrontato o stanno ancora combattendo la malattia – e maglie bianche (destinate invece a tutti gli altri) per oltrepassare completamente il «via» ci mette circa 20 minuti.
«Siamo molto contenti, stiamo crescendo tantissimo – ha detto la dottoressa Alessandra Huscher, presidente del Comitato Lombardia di Komen Italia –, sono stati due giorni molto importanti. Abbiamo erogato, nelle 17 postazioni, 1.100 prestazioni in un giorno e mezzo. È straordinario. Anche alla Race è venuta tanta gente, ci sono quasi 400 volontari, un enorme dispiegamento di forze».
Villaggio della salute
In mattinata la festa, ma prima il Villaggio della salute che, come spiegava la dottoressa Huscher, è sempre più vissuto. All’interno di Campo Marte sono state messe a disposizione gratuitamente valutazioni e consulenze in diverse aree: dalla senologia alla ginecologia, dalla fisioterapia alla flebologia, dalla geriatria all’alimentazione, passando per osteoporosi, patologie dell’apparato gastroenterico, pneumologia e urologia. Presenti anche attività legate alla prevenzione cardiovascolare, vaccinazioni, elettrocardiogrammi e iniziative di promozione della salute.
Una delle novità di questa edizione è stata inoltre l’estensione del progetto «Screening 2026 – Non solo Rosa» anche alla popolazione maschile: l’obiettivo è ampliare l’informazione sugli screening e favorire l’accesso ai percorsi di diagnosi precoce.
In Italia nel 2024 sono state stimate circa 53.700 nuove diagnosi di tumore della mammella, di cui circa 53mila nelle donne. Secondo l’Aiom (associazione italiana di oncologia medica), grazie anche allo screening e alla maggiore consapevolezza, la maggior parte dei tumori della mammella viene diagnosticata in fase iniziale. In Lombardia lo screening mammografico è previsto per la fascia 45-74 anni; per le 45-49enni la mammografia è annuale, mentre dai 50 ai 74 anni è biennale.
Dal palco
«La salute va preservata con buoni stili di vita – ha spiegato la presidente –. Il benessere è fatto da tante cose e una di queste è sicuramente stare insieme, lo abbiamo spiegato anche ai bimbi durante gli incontri con le scuole. Poi sicuramente le donne in rosa sono la testimonianza migliore per far capire che anche dalle strade difficili si può uscire, è fondamentale la prevenzione, perché la diagnosi precoce ha dimostrato che salva la vita».
Sul palco, gestito da Maddalena Damini, direttrice artistica di radio Bresciasette – radio che ha trasmesso in diretta la manifestazione – molti rappresentanti delle Istituzioni fra cui l’onorevole Fabrizio Benzoni, l’assessora regionale Simona Tironi e la sindaca Laura Castelletti: «Quando la Race chiama Brescia risponde sempre con tantissimo impegno – ha detto la prima cittadina –. A Campo Marte troviamo ogni anno per tre giorni, medici, volontari, infermieri, le aziende ospedaliere, molte realtà del terzo settore, perché per noi il tema della prevenzione e di una cura sempre più umana, con il supporto anche della tecnologia, è fondamentale. Brescia per la prevenzione e la cura contro cancro al seno è presente sempre».



