Premio bontà alla maestra Brotto, storica volontaria di Mompiano

La solidarietà è stata sempre una rete di protezione e di aiuto che ha fatto di Mompiano una «comunità viva». Decine di persone, ogni giorno, dedicano parte del loro tempo ad aiutare gli altri; un servizio gratuito, svolto nella convinzione che il dono è ricchezza anche e soprattutto per chi dona.
Forte di questa convinzione, il Premio bontà, che la Pro loco, con tutte le associazioni del quartiere, assegna ogni anno a un personaggio che incarna il valore della solidarietà che ogni giorno vive, è stato assegnato, nella sua tredicesima edizione, a Mariacristina Brotto, maestra elementare per 40 anni e volontaria dal 2005 alla Caritas della parrocchia dei Santi Francesco e Chiara, dell’Associazione Alberi di Vita e membro attivo del Punto comunità del suo quartiere.
Il Premio bontà, scelto dall’intera comunità che ha votato una rosa di candidati, significa soprattutto «l’apertura verso gli altri, la capacità di offrire la propria competenza e il proprio impegno a tutti indistintamente in totale gratuità».
Grande partecipazione
La presidente della Pro loco Marina Rossi, affiancata dall’assessore Valter Muchetti in rappresentanza della Loggia, ha voluto sottolineare la grande partecipazione al pranzo solidale nella mensa della scuola Nikolajewka con gli oltre 250 ospiti.

Il ricavato del «banchetto» verrà devoluto in beneficenza in parte proprio alle attività della scuola nata per volere degli Alpini.
«Vivere la quotidianità prendendosi cura del nostro tessuto sociale con responsabilità e senso di appartenenza sono i valori fondamentali di una società libera, ma consapevole che il piccolo gesto fatto con dedizione e amore porta al benessere di tutti». Così la presidente Marina Rossi ha motivato la scelta che ha visto la premiata Mariacristina, costretta sulla sedia a rotelle per una malattia recente, visibilmente commossa.
È stato il figlio Lorenzo a leggere la sua testimonianza: «Avere un rapporto di massimo rispetto verso realtà varie e complesse, mi ha consentito di aprirmi e dare un senso più alto alla mia vita. Ora che anch’io sono disabile penso alla fortuna di avere avuto occasioni di arricchimento personale grazie alle quali riesco ad accettare questa nuova situazione che sono costretta a vivere».
Emozioni
Il parroco don Alessandro Cremonesi ha descritto la bontà «come esempio, di valori e di princìpi, praticata in silenzio, senza sbandieramenti, in un periodo così doloroso che ci mette a dura prova da anni ormai».
«La comunità di Mompiano – ha commentato l’assessore Muchetti – assegna da ben tredici anni a un personaggio che testimonia il valore della comunità, che ogni giorno vive e ama, un riconoscimento che anche altri quartieri hanno imparato ad organizzare. Sono questi momenti di intensa emozione perché rappresentano come sia una pratica diffusa anche se silente, quella di costruire operazioni di bene delle quali tutti dobbiamo essere orgogliosi».
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