Cronaca

«Il ponte Bailey sul Caffaro è provvisorio da due anni: ora basta»

Paola Pollini, consigliera regionale del M5s, annuncia un’interrogazione in Regione Lombardia: «Non è accettabile continuare a pagare per una soluzione nata come temporanea senza avere una prospettiva definita»
Il ponte Bailey - © www.giornaledibrescia.it
Il ponte Bailey - © www.giornaledibrescia.it

A oltre due anni dall’inaugurazione, il ponte Bailey sul Caffaro è ancora lì e quella che doveva essere una soluzione per nove mesi continua a reggere il traffico tra Lombardia e Trentino, mentre dei lavori definitivi non c’è ancora traccia. A chiedere chiarezza è Paola Pollini, consigliera regionale del M5s, che annuncia un’interrogazione in Regione Lombardia e chiarimenti alla Provincia autonoma di Trento su progetti, tempi, risorse e responsabilità.

I costi del noleggio

«Il terzo ponte provvisorio sul Caffaro è ancora l’unica infrastruttura realmente funzionante tra la provincia di Brescia e quella di Trento», afferma Pollini, ricordando che il Bailey, inaugurato il 15 maggio 2024, garantisce il doppio senso di marcia ma continua anche ad accumulare costi: al 10 maggio 2025, secondo i dati riportati dalla consigliera, erano già stati spesi circa 344mila euro per il noleggio, ai quali si sono aggiunti ulteriori rinnovi. Una nuova puntata di una vicenda che cinque mesi fa sembrava finalmente avviata verso una soluzione.

Il ponte storico e quello provvisorio
Il ponte storico e quello provvisorio

L’altro caso

La Provincia di Brescia aveva infatti deciso di abbandonare l’ipotesi di recuperare il ponte storico del 1906, puntando sulla sua sostituzione con una nuova struttura a doppio senso di marcia, finanziata con oltre due milioni di euro di fondi ministeriali. Il progetto esecutivo era annunciato come imminente, con l’obiettivo di avviare entro l’anno la gara d’appalto. Nel frattempo resta irrisolto anche il caso del ponte comunale ultimato nel 2017 e mai aperto ai mezzi pesanti, al centro di un contenzioso per errori di realizzazione.

«Il ponte nuovo non è mai stato aperto ai camion, il ponte storico è in condizioni critiche, il provvisorio è diventato stabile, a suon di proroghe», osserva Pollini, ricordando anche il via libera della Soprintendenza, arrivato il 25 settembre 2024, alla rimozione dell’impalcato storico. Da qui la richiesta di conoscere finalmente cronoprogramma e costi: «Non è accettabile continuare a pagare per una soluzione nata come temporanea senza avere una prospettiva definita».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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