Gli elicotteri si alzano verticalmente. Gli aerei da trasporto, invece, decollano e atterrano con un angolo di pochi gradi. Questa distinzione spiega perché, per atterrare o salire alla quota stabilita, ai cargo servono molti chilometri.
Ad esempio, il corridoio di discesa dei velivoli che atterrano al D’Annunzio di Montichiari tocca Castelgoffredo, Acquafredda, Carpenedolo e Montichiari, solo per citare i più vicini. Il decollo, invece, coinvolge Castenedolo e, marginalmente, Ghedi, Montirone e Borgosatollo (che, semmai, devono convivere con i caccia del 6 Stormo).
Chi abita in questi Comuni conosce bene l’inquinamento acustico provocato dai cargo che, di notte, vanno e vengono dal D’Annunzio. La situazione è peggiorata perché, ai voli postali attivi dal 2007, a settembre si sono aggiunti i 38 settimanali di Amazon Air, che ha spostato i suoi cargo da Malpensa a Montichiari.
Protesta
Il più arrabbiato è Pierluigi Bianchini, sindaco di Castenedolo, che, a nord dell’aeroporto, protesta da tempo. Ora ci mette il carico: «Con Amazon la situazione è peggiorata: l’inquinamento è raddoppiato e la qualità della vita dei cittadini è peggiorata. Mentre qualcuno si arricchisce, noi ci rimettiamo: oltre all’inquinamento acustico c’è il deprezzamento del valore delle case. Non ci sono perequazioni: non una nuova viabilità, non nuovi boschi… Se Montichiari diventerà un hub, la situazione peggiorerà ulteriormente. Che ambiente lasciamo ai nostri figli?».
Stessa situazione a sud. Mauro di Acquafredda non sapeva dei voli Amazon, ma ha notato che «nelle ultime notti si sentono parecchi aerei». Laura Zaniboni, presidente di Legambiente Montichiari, abita a Carpenedolo. Offre una testimonianza diretta: «Conosco bene il problema, perché gli aerei passano sopra la mia testa. Rispetto a prima il rumore è aumentato. Temo che la situazione peggiorerà perché, da quanto mi hanno detto, al momento i voli non sono ancora a regime…».
La protesta corre anche sui social. Che, si sa, non sono infallibili, perché i leoni da tastiera vanno per iperboli. Ma danno il polso della situazione.
Divisioni
C’è chi si dissocia. Come Filippo Spagnoli, sindaco di Montirone: «Per il territorio il D’Annunzio è una grande opportunità. Serve una visione, non posizioni ideologiche. La storia insegna che lo sviluppo delle grandi infrastrutture va di pari passo con la crescita dei territori che le sanno governare: sviluppo e sostenibilità non devono essere contrapposti. Non possiamo fermare lo sviluppo: dobbiamo governarlo, così che la crescita dell’aeroporto produca infrastrutture, occupazione e nuove opportunità per tutti i Comuni, a partire da quelli che ne vivranno direttamente gli effetti».
Marco Togni invece, sindaco di Montichiari, guarda ai dati: «Stiamo parlando di 38 voli la settimana, più o meno quelli che a Bergamo decollano in un paio d’ore…». Poi, siccome tutto fa politica, si prende la briga, ma di certo anche il gusto, di mettere all’indice «chi oggi fa le mozioni in consiglio comunale, ma quando era in maggioranza partecipava a convegni per promuovere il D’Annunzio». A qualche sindaco che l’ha preceduto fischieranno le orecchie.



