Cronaca

L’aeroporto di Montichiari spicca il volo: cargo a +42% nel semestre

Nei primi sei mesi del 2026 più decolli e atterraggi, nuovi operatori e rotte internazionali: in luglio crescita del 50%. A settembre l’arrivo di Amazon aprirà una nuova fase per lo scalo
Marco Tedoldi

Marco Tedoldi

Giornalista

L'aeroporto di Montichiari
L'aeroporto di Montichiari

Nel primo semestre del 2026 il «Gabriele d’Annunzio» ha spiccato il volo e ora si prepara a salire a quote ancora più alte con l’arrivo di Amazon. Tra gennaio e giugno i movimenti aerei, cioè decolli e atterraggi, sono cresciuti di oltre il 14% rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre il traffico cargo ha registrato un incremento del 42%. A luglio l’accelerazione è stata ancora più marcata, con volumi merci aumentati di oltre il 50%.

Non si tratta di un’impennata improvvisa, ma del consolidamento di una rotta imboccata da tempo. Non è un caso se da settembre, come abbiamo anticipato nei giorni scorsi, il leader mondiale dell’e-commerce Amazon, trasferirà proprio allo scalo monteclarense la propria operatività oggi basata a Malpensa: una scelta destinata a cambiare gli equilibri del traffico merci nazionale e a raddoppiare i volumi del «d’Annunzio».

L’incremento

I nuovi dati, però, dimostrano che la crescita era già decollata prima dell’arrivo del colosso statunitense. A sostenere lo sviluppo dello scalo sono stati numerosi fattori. Da un lato la regolarizzazione della seconda frequenza giornaliera del traffico courier, dall’altro le operazioni di Msc Air Cargo e Geosky, che hanno contribuito ad aumentare i volumi e a diversificare le attività.

Cambia anche la composizione del traffico postale, oggi interessato da una riorganizzazione dei flussi. I pacchi stanno aumentando di dimensione, in linea con le nuove abitudini di acquisto online, ma pesano meno. A parità di spazio occupato e di movimenti aerei, quindi, il peso complessivo movimentato può risultare inferiore rispetto al passato.

L'esterno dell'aeroporto di Montichiari - Foto © www.giornaledibrescia.it
L'esterno dell'aeroporto di Montichiari - Foto © www.giornaledibrescia.it

Le merci 

Luglio ha rappresentato un ulteriore banco di prova. Oltre ai collegamenti regolari, Montichiari ha ospitato diverse operazioni charter dedicate a comparti molto differenti. Sulla pista sono atterrati e decollati Boeing 747 impiegati nei collegamenti con Medio Oriente ed Estremo Oriente, con merci destinate ai settori Oil & Gas, automotive, farmaceutico ed e-commerce. A questi si sono affiancate le consuete operazioni infraeuropee effettuate con aeromobili più piccoli.

L’aumento dei movimenti e dei volumi rafforza il peso strategico del «d’Annunzio» nel sistema logistico italiano. Il piano di investimenti del Gruppo Save (società veneziana che gestisce gli aeroporti veneti e, attraverso la veronese Catullo, lo scalo bresciano) prosegue infatti con l’obiettivo di potenziare infrastrutture, capacità operativa e competitività dell’aeroporto, accompagnandone la crescita e consolidandone il ruolo di piattaforma cargo al servizio del territorio, dell’economia lombarda e dei collegamenti internazionali.

«Percorso di crescita»

«Siamo molto soddisfatti dei risultati del trasporto cargo raggiunti nei primi mesi dell’anno, che confermano la solidità del percorso di crescita intrapreso dall’aeroporto di Brescia – ha dichiarato Francesco Folonari, direttore cargo del Gruppo Save –. L’incremento dei movimenti e soprattutto dei volumi cargo testimonia la capacità dello scalo di attrarre nuove operazioni e di rispondere alle esigenze di un mercato logistico sempre più dinamico e internazionale». Folonari ha sottolineato anche le ricadute per il territorio e le imprese, definendo Montichiari «un asset strategico» capace di accompagnarne lo sviluppo. Le prospettive, ha aggiunto, sono confermate dai nuovi progetti in partenza nei prossimi mesi, a cominciare dal contratto con Amazon, le cui attività sono previste da settembre.

Il «d’Annunzio», insomma, si prepara a diventare una piattaforma cargo sempre più articolata, capace di accogliere merci diverse, collegamenti intercontinentali e nuovi operatori. Ora la sfida sarà governare un traffico destinato ad aumentare ancora, mantenendo efficienza e capacità operativa lungo una rotta che appare ormai ben definita.

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