Per Montichiari è un decollo, per Malpensa rischia di essere un atterraggio brusco. Il trasferimento delle attività cargo di Amazon da uno scalo all’altro porterà nel Bresciano circa 200 nuovi posti di lavoro, ma ne lascia 190 appesi dall’altra parte della Lombardia. È su di loro che ieri Regione ha riunito il tavolo sulle crisi aziendali, convocato dall’assessore al Lavoro Simona Tironi. Prossima tappa il 24 settembre, con una consegna precisa: arrivare con proposte concrete per ricollocare i lavoratori.
Dall’8 settembre Amazon sposterà infatti da Malpensa al D’Annunzio le attività di movimentazione delle merci. Un’operazione destinata a cambiare i numeri dello scalo bresciano: circa 38 voli alla settimana, quasi 2mila movimenti all’anno, che dovrebbero sostanzialmente raddoppiare l’attuale traffico cargo. Ma i 190 addetti di Malpensa impiegati esclusivamente sulla commessa Amazon rischiano di restare senza lavoro.
Il nodo è anche quello delle responsabilità. Amazon non assume direttamente gli addetti alla movimentazione e al tavolo ha richiamato il ruolo dei fornitori e delle agenzie che gestiscono il personale. Una distinzione che non ha convinto Tironi: Regione ha infatti chiesto al colosso dell’e-commerce di verificare prioritariamente la possibilità di assorbire parte dei lavoratori nei tre poli di stoccaggio di Novara, Origgio e Vercelli.
Una seconda strada porta proprio a Brescia: una decina di addetti avrebbe già manifestato la disponibilità a trasferirsi a Montichiari e Regione ha chiesto che abbiano una corsia prioritaria nelle nuove assunzioni. Sul tavolo c’è poi la disponibilità di Sea a svolgere colloqui per verificare possibili ricollocazioni a Linate o in altre attività di Malpensa, anche attraverso una riconversione professionale. L’obiettivo è dividere il problema fino a farlo sparire: qualcuno nei magazzini Amazon, qualcuno a Montichiari, altri nel sistema aeroportuale milanese. Il conto, però, dovrà tornare per tutti e 190. Il 24 settembre Regione lo rifarà.




