Cronaca

Pesce siluro, dal lago d’Iseo arriva il piano per salvare le sardine

Il tavolo tecnico regionale ha stabilito di portare le reti selettive a ridosso delle sponde per proteggere la frega degli agoni
Veronica Massussi
Due esemplari di pesce siluro
Due esemplari di pesce siluro

Clusane, borgo storico di pescatori, potrà diventare un apripista per la lotta contro il siluro. Il tavolo tecnico regionale, convocato dall’assessore Alessandro Beduschi e dal consigliere Diego Invernici con l’obiettivo di bloccare l’avanzata del pesce siluro proprio nel momento di massima vulnerabilità per le specie autoctone, ha stabilito di portare le reti selettive a ridosso delle sponde per proteggere la frega delle sardine. Non a caso si vedono in questi giorni numerosi siluri venire a riva, proprio perché è in corso la riproduzione degli agoni, le sardine, lungo gli spondali del basso Sebino.

Il progetto

«Stiamo costruendo un modello pilota scientifico e normativo da esportare in tutta Lombardia e a livello nazionale – spiega Invernici –. La difesa dell’ambiente e il sostegno alla nostra economia e ristorazione tradizionale corrono sullo stesso binario. Nelle prossime settimane definiremo un piano finanziario e normativo straordinario da presentare alla Giunta regionale».

Clusane è anche il paese dove è stata costituita, ottant’anni fa, la Cooperativa pescatori di Clusane d’Iseo, grazie all’iniziativa del fotografo Carlo Lanza e di altri suoi compaesani. Oggi, il suo presidente, Carlo Barbieri, ha 89 anni e con lui, a portare avanti l’impresa ci sono il figlio Luciano e Davide Bosio, i «Clusanesi» e tre pescatori di Monte Isola. «Per raggiungere il numero legale è socio anche il nostro commercialista – spiega Luciano che apre il punto vendita della cooperativa in via Ponta – ma è un lavoro che sta andando a perdersi perché su tutto il lago d’Iseo siamo rimasti in 26 pescatori».

Alcuni pescatori in una foto d'epoca
Alcuni pescatori in una foto d'epoca

Il quadro 

Il suo pessimismo è dato dalla situazione degli ultimi anni, da quando cioè pesci alloctoni, come appunto i siluri, e tanti volatili, come gli svassi e i cormorani, stanno minando la riproduzione del pesce. «Quest’anno per esempio non abbiamo ancora trovato gamberi d’acqua dolce – continua Barbieri – le reti continuano a essere sporche di mucillaggine e per le sardine vedremo quando sarà terminato il periodo di frega, il 15 giugno. Speriamo nei coregoni e nel pesce persico, che sono rimasti tra le richieste maggiori dei ristoranti e sono quelli che il nostro incubatoio ha seminato».

La cooperativa infatti vende quasi tutto il suo pescato ai ristoranti di Clusane d’Iseo che, da paese di pescatori, è diventato negli anni paese di ristoratori. A ricordare il Clusane di allora e quello di oggi, i nipoti di Carlo Lanza hanno creato un percorso storico con immagini d’epoca che ripercorre, all’interno del borgo di Clusane, attraverso nove pannelli, la storia del borgo.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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