Clusane, borgo storico di pescatori, potrà diventare un apripista per la lotta contro il siluro. Il tavolo tecnico regionale, convocato dall’assessore Alessandro Beduschi e dal consigliere Diego Invernici con l’obiettivo di bloccare l’avanzata del pesce siluro proprio nel momento di massima vulnerabilità per le specie autoctone, ha stabilito di portare le reti selettive a ridosso delle sponde per proteggere la frega delle sardine. Non a caso si vedono in questi giorni numerosi siluri venire a riva, proprio perché è in corso la riproduzione degli agoni, le sardine, lungo gli spondali del basso Sebino.
Il progetto
«Stiamo costruendo un modello pilota scientifico e normativo da esportare in tutta Lombardia e a livello nazionale – spiega Invernici –. La difesa dell’ambiente e il sostegno alla nostra economia e ristorazione tradizionale corrono sullo stesso binario. Nelle prossime settimane definiremo un piano finanziario e normativo straordinario da presentare alla Giunta regionale».
Clusane è anche il paese dove è stata costituita, ottant’anni fa, la Cooperativa pescatori di Clusane d’Iseo, grazie all’iniziativa del fotografo Carlo Lanza e di altri suoi compaesani. Oggi, il suo presidente, Carlo Barbieri, ha 89 anni e con lui, a portare avanti l’impresa ci sono il figlio Luciano e Davide Bosio, i «Clusanesi» e tre pescatori di Monte Isola. «Per raggiungere il numero legale è socio anche il nostro commercialista – spiega Luciano che apre il punto vendita della cooperativa in via Ponta – ma è un lavoro che sta andando a perdersi perché su tutto il lago d’Iseo siamo rimasti in 26 pescatori».

Il quadro
Il suo pessimismo è dato dalla situazione degli ultimi anni, da quando cioè pesci alloctoni, come appunto i siluri, e tanti volatili, come gli svassi e i cormorani, stanno minando la riproduzione del pesce. «Quest’anno per esempio non abbiamo ancora trovato gamberi d’acqua dolce – continua Barbieri – le reti continuano a essere sporche di mucillaggine e per le sardine vedremo quando sarà terminato il periodo di frega, il 15 giugno. Speriamo nei coregoni e nel pesce persico, che sono rimasti tra le richieste maggiori dei ristoranti e sono quelli che il nostro incubatoio ha seminato».
La cooperativa infatti vende quasi tutto il suo pescato ai ristoranti di Clusane d’Iseo che, da paese di pescatori, è diventato negli anni paese di ristoratori. A ricordare il Clusane di allora e quello di oggi, i nipoti di Carlo Lanza hanno creato un percorso storico con immagini d’epoca che ripercorre, all’interno del borgo di Clusane, attraverso nove pannelli, la storia del borgo.



