Quasi 45 litri su cento mancano all’appello nelle reti di Acque Bresciane, circa 31 in quelle di A2A. Nei documenti del nuovo piano tariffario, i due gestori riportano rispettivamente perdite del 44,45% e del 31,02%, vale adire più di un litro di acqua su tre. Due sistemi diversi per territorio e infrastrutture, accomunati dalla necessità di sostituire le condotte più fragili e individuare le dispersioni prima che diventino guasti.
Il bilancio non riguarda soltanto l’acqua che esce da un tubo rotto. La strategia di Acque Bresciane distingue le perdite reali da quelle apparenti, legate anche alla misurazione dei consumi. Per recuperare acqua servono dunque scavi e riparazioni, ma anche contatori affidabili, rilievi delle reti e controlli delle pressioni.
Acque Bresciane
La relazione di Acque Bresciane descrive infrastrutture spesso precarie per età e deterioramento dei materiali, una presenza significativa di tubazioni in fibrocemento da sostituire progressivamente e misuratori vecchi. In alcune reti ereditate dalle gestioni comunali in economia, persino i rilievi sono scarsi e poco attendibili: prima di scegliere dove intervenire, occorre quindi conoscere meglio ciò che sta sottoterra.
Il traguardo indicato per il 2027 è portare le perdite percentuali al 40,96%, dal 44,45% del 2025, con un passaggio al 42,67% nel 2026. Nel programma 2024-2029 il capitolo dedicato alla riduzione delle perdite vale 82,2 milioni. Fra gli interventi più significativi la relazione indica 31,1 milioni per rifare le reti, 13,6 per sostituire i contatori e 3,4 per la ricerca delle dispersioni e la suddivisione delle condotte in settori controllabili. Ci sono anche tratti nei quali le perdite superano il 50%: gli interventi di sostituzione citati interessano Cologne, Palazzolo, Rovato, Pisogne, Passirano, Pontoglio, Castegnato e Provaglio d’Iseo.
A2A
A2A punta invece a un ritmo di sostituzione di circa 60 chilometri all’anno, l’1,8% della rete. Le campagne di ricerca hanno già individuato almeno 150 chilometri di condotte critiche. La scelta dei tratti da rinnovare si avvale anche di strumenti informatici: l’obiettivo è anticipare le rotture e concentrare gli investimenti dove possono produrre il beneficio maggiore. Per il 2027 la tabella di A2A indica un obiettivo di perdite percentuali pari al 30,40%.
La ricerca delle perdite passa anche dalla suddivisione della rete in zone controllate separatamente. Il confronto fra l’acqua immessa e i consumi permette di individuare le aree con anomalie e concentrare lì le verifiche. Un progetto A2A finanziato dal Pnrr, concluso ad aprile, ha esteso questo sistema di controllo a oltre 1.132 chilometri di rete.



