Dieci anni fa era letteralmente un colabrodo, ora - con centinaia di milioni di investimenti e una progettualità via via sempre più accurata - la situazione è migliorata (di parecchio). Ma non ancora abbastanza: nella nostra provincia la dispersione idrica oscilla attorno al 42%. Significa che più di un litro d’acqua su tre che scorre negli acquedotti va perso (1,2 per la precisione). E nella Brescia che combatte contro gli effetti della crisi climatica e della siccità, che tenta di preservare in ogni modo il suo «oro blu» sempre più scarso ed essenziale, una mano preziosa arriva dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) che ha premiato con 36 milioni di euro i progetti presentati dai gestori (A2A Ciclo idrico e Acque Bresciane) con la regia dell’Ufficio d’ambito (Ato), già impegnati negli ultimi anni in un piano di investimenti massiccio ed efficace. Quanto efficace? Dal 2021 al 2023 (ultimo dato disponibile) i lavori eseguiti hanno «salvato» dallo spreco ben 5.280.155 metri cubi d’acqua. Per capire quanti sono, basti pensare che una piscina olimpionica in genere ne contiene 2.500: significa che gli interventi coordinati dall’Ato hanno portato a risparmiare un quantitativo d’acqua pari a quello contenuto in 2.112 piscine olimpioniche.
Strategia
Entrando nel dettaglio, sono 95 (sui 167 gestiti e collegati all’acquedotto) i Comuni di casa nostra messi peggio, quelli cioè in cui si registrano classi di perdite idriche più alte. In 37 casi la dispersione oscilla tra il 40 e il 50%, in 24 casi tocca il 60%, in 23 territori l’acqua sprecata arriva a quota 70%, sei ne gettano via l’80% e in cinque Comuni addirittura si supera l’80%. Conferma Marco Zemello, direttore dell’Ato di Brescia: «Nonostante sia stato avviato un percorso di progressivo recupero delle perdite delle reti acquedottistiche, convogliando su questo obiettivo oltre 140 milioni di euro di investimenti negli ultimi quattro anni, sono ancora numerose le situazioni dove la percentuale di dispersione idrica supera il 50%». La quantità d’acqua dispersa ogni giorno per chilometro quadrato di rete si attestava nel 2021 a 37,3 metri cubi, a fronte dei 41,52 metri cubi del 2019: «Per raggiungere questo risultato e recuperare 4,2 milioni di metri cubi d’acqua - specifica il direttore - sono serviti ben 70 milioni di euro».



