Brescia, rispetto al 2017 salvati 5,4 milioni di metri cubi d’acqua

La dispersione in città è scesa al 20%: 8 anni fa era al 31,9%. Montagnoli (A2A Ciclo idrico): «Negli ultimi anni tra città e provincia investiti circa 70 milioni per ridurre le perdite»
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L'intervista all'Ad di A2A Ciclo Idrico Tullio Montagnoli
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Partiamo dai numeri, quelli che (soprattutto in questo caso) restituiscono il valore di quanto è stato fatto. Nel 2025 le perdite idriche a Brescia sono scese al 20,25%: quasi 12 punti percentuali in meno rispetto a quanto si era registrato nel 2017 (31,91%). La media italiana (dato 2022) supera ancora il 42%. Per rendere l’idea: in confronto a otto anni fa, l’anno scorso sono stati «salvati» 5,4 milioni di metri cubi d’acqua. Un quantitativo sufficiente a coprire il fabbisogno annuale di una città di 70mila abitanti (ipotizzando un consumo pro capite giornaliero di 214 litri) o «a riempire 1.760 piscine olimpiche come quella di Lamarmora», precisa l’amministratore delegato di A2A Ciclo idrico Tullio Montagnoli.

Progetti

Proprio l’Ad e gli assessori del Comune di Brescia Valter Muchetti e Camilla Bianchi hanno presentato i dati del 2025 sulle perdite d’acqua a Brescia. «Non è il lavoro di un anno – precisa immediatamente Montagnoli –. L’acqua è una risorsa troppo importante e non possiamo sprecarla. Per fare questo abbiamo messo in campo due progetti: la distrettualizzazione e i sensori Acquarius». 

I 680 chilometri dell'acquedotto cittadino sono stati suddivisi in sottoreti – i distretti appunto – che hanno permesso di rendere più visibili segnali di perdita che prima difficilmente potevano essere intercettati. «Le aree sono facilmente controllabili: al loro interno è possibile stabilizzare e ridurre la pressione e intervenire con maggiore rapidità», spiega ancora l’Ad di A2A Ciclo idrico. 

Ma fondamentale è stata anche l’evoluzione tecnologica che ha portato al progetto Acquarius. Sono stati introdotti sulla rete sensori acustici in grado di monitorare le condotte: grazie al rumore di eventuali fuoriuscite possono essere individuate le perdite. In città sono attivi 1.265 sensori che sorvegliano oltre 320 chilometri di rete. Da quando è stato avviato nel 2019, Acquarius ha individuato 226 perdite. «Negli ultimi anni abbiamo investito 70 milioni di euro per queste attività – precisa Montagnoli –. Circa il 25% di questi è stato usato per la città».

L'Ad di A2A Ciclo Idrico ha poi voluto precisare che quando si parla di dispersione non ci si riferisce solo all’acqua che esce dalle tubature e finisce nel sottosuolo. È anche una questione di energia e reagenti sprecati.

La Loggia

«I risultati sono davvero positivi – commenta l’assessora all’Ambiente del Comune di Brescia Camilla Bianchi –. Considerando quanto c’è ancora da fare a livello nazionale, possiamo dire che Brescia è un modello da seguire».

Allo stesso modo l’assessore ai Lavori pubblici Valter Muchetti ha ricordato che «il percorso è impegnativo e ha richiesto molto lavoro», ma ha anche sottolineato «il ruolo fondamentale dei cittadini per ridurre ancora di più la dispersione d’acqua». 

In provincia

Anche il territorio provinciale gestito da A2A Ciclo idrico è stato oggetto di interventi. Ad Anfo, Bagnolo Mella, Bagolino, Gavardo, Lavenone, Mura, Rodengo Saiano, Treviso Bresciano, Vallio Terme, Vestone e Vobarno la rete è stata suddivisa in distretti (158 in tutto, compresa la città). Alla distrettualizzazione si è affiancato il progetto Aquarius, che nella provincia ha portato all’installazione di 535 sensori acustici (a Gavardo, Vobarno e Rodengo Saiano) in grado di monitorare ogni notte 173 km di rete, individuando e permettendo la riparazione di 45 perdite. A livello provinciale, la dispersione è scesa al 31,7%. Ma il dato significativo è il macroindicatore Arera M1 (perdite idriche lineari, l’indice su cui l’Autorità nazionale misura le performance di tutti i gestori) con i metri cubi di acqua persi al chilometro in un giorno scesi a 14,3, a fronte di una media nazionale di 19 mc/km/ gg3.

A livello provinciale, la dispersione è scesa al 31,7%. Ma il dato significativo è il macroindicatore Arera M1 (perdite idriche lineari, l’indice su cui l’Autorità nazionale misura le performance di tutti i gestori) con i metri cubi di acqua persi al chilometro in un giorno scesi a 14,3, a fronte di una media nazionale di 19 mc/km/ gg3.

Giornata mondiale dell’acqua

Il 22 marzo si celebra la Giornata Mondiale dell’Acqua (World Water Day), istituita dalle Nazioni Unite nel 1992 all'interno delle direttive dell'Agenda 21. Come ogni anno, A2A celebrerà la Giornata aprendo i propri impianti alla cittadinanza e offrendo l’opportunità di conoscere da vicino l’impegno del Gruppo nella gestione dell’acqua. Sabato 21 e domenica 22 marzo sarà possibile visitare la storica Fonte di Mompiano, mentre il depuratore di Verziano sarà aperto al pubblico nella giornata di domenica 22.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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