Economia

Acqua, conto salato per i bresciani: aumenti di oltre il 25% in 3 anni

Lunedì la conferenza dei Comuni dovrà esprimere il proprio parere sull’aggiornamento adottato dall’Ufficio d’ambito
Alice Scalfi
L'acqua del rubinetto diventa più cara
L'acqua del rubinetto diventa più cara

Stessa acqua, conto più salato. Per una famiglia di tre persone che consuma 150 metri cubi all’anno, nel 2027 il servizio idrico costerà fra 54 e 59 euro in più rispetto al 2025. È l’esempio dell’Ufficio d’Ambito di Brescia: la spesa raggiunge 410 euro con A2A Ciclo Idrico e 425 con Acque Bresciane, esclusi Iva e componenti perequative. Il nuovo piano accelera gli aumenti già programmati e accompagna investimenti per quasi 598 milioni nel quadriennio 2026-2029.

Via libera

Il cda dell’Ufficio d’Ambito ha adottato l’aggiornamento il 20 ottobre. Lunedì 26 ottobre la Conferenza dei Comuni dovrà esprimere il parere obbligatorio e vincolante, prima del passaggio in Consiglio provinciale e della trasmissione ad Arera, l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente. Le tariffe riguardano già il 2026 e sono applicabili in attesa dell’approvazione dell’Autorità. Il piano comprende anche Gandovere, grossista della depurazione che non fattura alle famiglie; restano fuori le gestioni comunali autonome, ancora presenti soprattutto in Vallecamonica.

La prima distinzione è fra aumenti già previsti e nuovi rincari. Per Acque Bresciane il +8,5% di quest’anno era già nel vecchio piano. È dal 2027 che cambia il passo: al posto dello 0,7% programmato due anni fa compare un +7%. Per A2A la revisione parte dal 2026, con un rincaro che sale dal 4,2% al 7,5%; poi, l’anno prossimo, l’aumento sarà del 7%.

Gli incrementi si applicano sulla tariffa dell’anno precedente. Nel 2027 il livello sarà circa il 16,1% sopra quello del 2025 per Acque Bresciane e il 15% per A2A. Al 2029 la crescita cumulata prevista arriva rispettivamente al 25,4% e al 29,2%, ma nel 2028 è previsto un nuovo aggiornamento. Gli importi effettivi dipenderanno dai consumi e dalle caratteristiche dell’utenza.

Le ragioni

Nel calcolo dei rincari si tiene conto dei costi del biennio precedente, dell’inflazione, indicata al 3,24%, e dell’aggiornamento dei parametri finanziari. Pesano anche i conguagli: partite economiche pregresse che entrano nel piano tariffario. Acque Bresciane ne recupera 39,8 milioni nel quadriennio, soprattutto nel 2027 e nel 2028; A2A rinvia circa 19 milioni oltre il 2029. Dall’altra parte ci sono i cantieri, alcuni destinati a proseguire oltre il 2029. Acque Bresciane programma 335,8 milioni di investimenti e A2A 255,8, circa 251 milioni in più rispetto alle precedenti previsioni.

Servono a rinnovare acquedotti e fognature, rafforzare gli approvvigionamenti e completare la depurazione. Nel programma rientrano l’acquedotto della Valle Trompia, gli ampliamenti dei depuratori di Leno e Quinzano d’Oglio, il nuovo sistema di collettamento e depurazione della sponda bresciana del Garda e i collettamenti verso gli impianti di Visano e Pralboino. Opere necessarie anche a risolvere le carenze al centro delle procedure europee: la presentazione segnala 25 agglomerati non conformi.

La spesa non ricade tutta sulle tariffe. I piani dei due gestori prevedono circa 204 milioni di contributi: quasi 168 milioni per Acque Bresciane e 36,1 per A2A. Sono risorse programmate, da distinguere dai finanziamenti già incassati. Per Acque Bresciane altri 87,8 milioni arrivano dal Fondo nuovi investimenti, alimentato invece dalle tariffe.

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