Stessa acqua, conto più salato. Per una famiglia di tre persone che consuma 150 metri cubi all’anno, nel 2027 il servizio idrico costerà fra 54 e 59 euro in più rispetto al 2025. È l’esempio dell’Ufficio d’Ambito di Brescia: la spesa raggiunge 410 euro con A2A Ciclo Idrico e 425 con Acque Bresciane, esclusi Iva e componenti perequative. Il nuovo piano accelera gli aumenti già programmati e accompagna investimenti per quasi 598 milioni nel quadriennio 2026-2029.
Via libera
Il cda dell’Ufficio d’Ambito ha adottato l’aggiornamento il 20 ottobre. Lunedì 26 ottobre la Conferenza dei Comuni dovrà esprimere il parere obbligatorio e vincolante, prima del passaggio in Consiglio provinciale e della trasmissione ad Arera, l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente. Le tariffe riguardano già il 2026 e sono applicabili in attesa dell’approvazione dell’Autorità. Il piano comprende anche Gandovere, grossista della depurazione che non fattura alle famiglie; restano fuori le gestioni comunali autonome, ancora presenti soprattutto in Vallecamonica.
La prima distinzione è fra aumenti già previsti e nuovi rincari. Per Acque Bresciane il +8,5% di quest’anno era già nel vecchio piano. È dal 2027 che cambia il passo: al posto dello 0,7% programmato due anni fa compare un +7%. Per A2A la revisione parte dal 2026, con un rincaro che sale dal 4,2% al 7,5%; poi, l’anno prossimo, l’aumento sarà del 7%.
Gli incrementi si applicano sulla tariffa dell’anno precedente. Nel 2027 il livello sarà circa il 16,1% sopra quello del 2025 per Acque Bresciane e il 15% per A2A. Al 2029 la crescita cumulata prevista arriva rispettivamente al 25,4% e al 29,2%, ma nel 2028 è previsto un nuovo aggiornamento. Gli importi effettivi dipenderanno dai consumi e dalle caratteristiche dell’utenza.
Le ragioni
Nel calcolo dei rincari si tiene conto dei costi del biennio precedente, dell’inflazione, indicata al 3,24%, e dell’aggiornamento dei parametri finanziari. Pesano anche i conguagli: partite economiche pregresse che entrano nel piano tariffario. Acque Bresciane ne recupera 39,8 milioni nel quadriennio, soprattutto nel 2027 e nel 2028; A2A rinvia circa 19 milioni oltre il 2029. Dall’altra parte ci sono i cantieri, alcuni destinati a proseguire oltre il 2029. Acque Bresciane programma 335,8 milioni di investimenti e A2A 255,8, circa 251 milioni in più rispetto alle precedenti previsioni.
Servono a rinnovare acquedotti e fognature, rafforzare gli approvvigionamenti e completare la depurazione. Nel programma rientrano l’acquedotto della Valle Trompia, gli ampliamenti dei depuratori di Leno e Quinzano d’Oglio, il nuovo sistema di collettamento e depurazione della sponda bresciana del Garda e i collettamenti verso gli impianti di Visano e Pralboino. Opere necessarie anche a risolvere le carenze al centro delle procedure europee: la presentazione segnala 25 agglomerati non conformi.
La spesa non ricade tutta sulle tariffe. I piani dei due gestori prevedono circa 204 milioni di contributi: quasi 168 milioni per Acque Bresciane e 36,1 per A2A. Sono risorse programmate, da distinguere dai finanziamenti già incassati. Per Acque Bresciane altri 87,8 milioni arrivano dal Fondo nuovi investimenti, alimentato invece dalle tariffe.



