A2A, con sensori e resine si punta a -35% di perdite di acqua

L’obiettivo è mettere in campo un sistema integrato di interventi per abbattere la dispersione idrica del 35,3% a Brescia e in otto Comuni della Valsabbia. Il traguardo è al 31 marzo 2026, quando dovrà essere portato a termine il progetto «Digitalizzazione e riduzione delle perdite idriche nelle reti della Provincia di Brescia gestite da A2A Ciclo Idrico», per cui il gestore ha ottenuto un finanziamento di 17 milioni e 51 mila euro nell’ambito del Pnrr. Fondi che speseranno quasi in toto i 19,8 milioni previsti per realizzare gli step in programma.
«Interventi - specifica l’ad di A2A Ciclo Idrico Tullio Montagnoli - che avremmo messo in campo anche se non avessimo ottenuto il finanziamento: la sfida alla dispersione idrica ci vede impegnati da moltissimo tempo. Certo, i soldi del Pnrr ci consentiranno di programmare i cantieri senza la necessità di scaglionare gli investimenti e, soprattutto, senza pesare sulle tasche degli utenti».
Gli interventi finanziati si concentreranno sulla città e sui Comuni di Anfo, Bagolino, Gavardo, Lavenone, Mura, Treviso Bresciano, Vallio Terme e Vobarno. Numerose le azioni pianificate per ridurre le perdite. Azioni che, integrandosi, consentiranno di ridurre la dispersione del 35,3% in due anni. Con l’obiettivo più che ambizioso su Brescia di arrivare nel 2030 ad avere una dispersione sotto al 20% (oggi è al 27%, a fronte di una media nazionale del 42,4%).
Tecnologie
Due i capitoli principali su cui si concentreranno le risorse economiche: la sostituzione di 16.532 metri di rete attraverso l’impiego di ghisa sferoidale; e la ricerca e riparazione delle perdite con l’utilizzo delle tecnologie «Aquarius» e «Tarl».
«Acquarius», in particolare, prevede l’utilizzo di sensori che monitorano in tempo reale lo stato dei tubi, rilevando all’istante eventuali perdite di cui percepiscono il rumore. «A partire dal 2017 abbiamo testato tantissime tecnologie - spiega l’ad Montagnoli - e questa è quella che si è rilevata più efficace, perché garantisce un monitoraggio continuo». Ad oggi sono già installati circa 700 sensori, 500 dei quali a Brescia. I nuovi fondi consentiranno di installarne un altro migliaio.
«Con la digitalizzazione del sistema, inoltre - spiega Stefania Giacomelli, responsabile dell’esercizio acquedotti di A2A Ciclo Idrico - i segnali inviati dai sensori vengono letti da un software che localizza la presunta perdita, velocizzando enormemente i tempi di intervento». Per quel che invece riguarda il sistema «Tarl», si tratta di una tecnologia che prevede l’immissione nelle tubature di una melma che, a contatto con l’aria, sigilla le piccole fessure. «Dà ottimi risultati - spiega Montagnoli -, ma può essere applicata solo in determinate condizioni, come nel caso di perdite piccole e la presenza di pochi allacciamenti».
Distretti
Altri due interventi di cruciale importanza per salvaguardare l’acqua riguarderanno la distrettualizzazione di 947,52 chilometri di rete noi nove Comuni coinvolti nel progetto e l’installazione di 13.505 nuovi contatori smart.
Segmentare la rete in reti più piccole rende più facile il compito di individuare possibili perdite, perché si restringe il campo di ricerca. I contatori smart, invece, contribuiscono al contrasto delle perdite apparenti, ovvero quell’acqua che non viene misurata o che viene prelevata abusivamente. Completano il pacchetto degli interventi compresi nel piano da quasi 20 milioni la cartografia informatizzata della rete; l’installazione di 130 misuratori in tempo reale di pressione, portata e livelli; l’introduzione dell’«Early Earning System» per la qualità dell’acqua; la rilevazione delle criticità tramite immagini satellitari e l’utilizzo di sistemi innovativi per individuare la priorità degli interventi.
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