Il centro commerciale di via Mazzini, quello che a giugno 2025 il Consiglio di Stato ha dichiarato da abbattere perché abusivo ma che l’impresa costruttrice non ha mai abbattuto, è diventato da mercoledì scorso «patrimonio indisponibile del Comune».
La decisione
A concretizzare ufficialmente il passo politico-amministrativo, già in valutazione da parte della giunta da febbraio, è stato il Consiglio comunale presieduto dal sindaco Tengattini, che ha ratificato la decisione con i dieci voti favorevoli della maggioranza, le due astensioni dei consiglieri Tria e Archetti e i due voti contrari di Alberti e Agnellini.
A rendere possibile un’acquisizione, che ha suscitato molto malumore nel gruppo di minoranza Sosteniamo Paratico e nei due ricorsisti Legambiente e Edelweiss Renewables, è stato il comma 5 dell’articolo 31 del DPR 380/2001, una legge dello Stato che consente il riutilizzo degli edifici in caso di mancato abbattimento, pur nel rispetto di determinate condizioni.
Solo per attività pubbliche
Le altre due possibilità sarebbero state la demolizione a spese del Comune, che una recente perizia ha stimato a un costo di 640.000 euro, e la vendita a terzi ma sempre con obbligo di demolizione dell’esistente, prima dell’uso per altri scopi.
Tra le condizioni più importanti da rispettare nell’acquisizione c’è la stessa definizione di «patrimonio indisponibile», cioè che il Comune non potrà mai mettere a reddito il costruito affittandolo o vendendolo ma solo usandolo per attività pubbliche, ma anche che l’area non sia soggetta a vincolo di inedificabilità assoluta, come poteva succedere per una costruzione su un’area ambientalmente pregiata.
A dare il via libera alla scelta sono state nelle settimane scorse anche le posizioni dei soggetti a cui il Comune ha dovuto chiedere il benestare all’operazione, vale a dire Soprintendenza, Ats e Arpa, che non si sono espresse innescando il «silenzio assenso».
Nuova vita
Il sindaco Carlo Tengattini ha motivato la scelta prima del voto del consiglio mettendo in primo piano i «prevalenti interessi pubblici», considerato che la volontà del Comune è di «trasformare i tre edifici esistenti, di 900, 400 e 100 metri quadri, in una palestra, un auditorium, e una nuova caserma per la Polizia locale. In totale l’area acquisita è di circa 5.000 metri, ed è dotata anche di una piazza e di parcheggi».
L’investimento stimato si aggirerebbe sui 600mila euro. La seduta di mercoledì è stata surriscaldata fin dal pomeriggio da una «diffida a non approvare la delibera di acquisizione in luogo della demolizione» inviata a tutti i consiglieri da Legambiente e Edelweiss, in cui gli scriventi hanno ricordato che la giunta proponendo l’acquisizione avrebbe «scaricato sul consiglio un’ipotesi di danno erariale», costituito da una sanzione di 20mila euro per la mancata demolizione e dai 3 milioni del risarcimento richiesto per il fallimento della società One Italy, più i costi dei giudizi e l’eventuale condanna alle spese.



