È un annuncio a ciel sereno che ha scosso il mondo, quello di Prevost. Eppure l’apprensione è in qualche modo mitigata dallo stile di papa Leone XIV, dal suo tono asciutto e dal sorriso appena accennato, come a trasmettere una certa tranquillità. Sensazioni che sono state colte anche dal vescovo di Brescia Pierantonio Tremolada: «Un po’ di preoccupazione l’abbiamo ma ci conforta la serenità con la quale il Santo Padre ha comunicato la notizia. Per questo confidiamo che tutto si risolva al più presto e bene».
Il vescovo di Brescia ben conosce i difficili momenti che precedono e seguono un intervento per problemi di salute: quattro anni fa gli venne diagnosticata una fibrosi del midollo osseo. Per curarla Pierantonio Tremolada aveva dovuto sottoporsi ad un delicato trapianto di midollo osseo, eseguito il 20 luglio del 2022 all'Ospedale San Gerardo di Monza. L'intervento venne preceduto da un ciclo di chemioterapia per azzerare il midollo malato prima di ricevere le cellule staminali del donatore.

Dopo una lunga convalescenza e il completo attecchimento delle cellule, il vescovo è rientrato stabilmente nella Diocesi di Brescia nel gennaio del 2023. Con quella delicata operazione ormai alle spalle, Tremolada oggi pensa al Pontefice: «La Diocesi di Brescia tutta resta vicina al Santo Padre, con tutto l’affetto e tutta la stima. Pregheremo per lui come ci ha chiesto e lo faremo volentieri».
Insomma, di nuovo un Papa nel «Vaticano Terzo», come Wojtyla aveva definito ironico il Policlinico Gemelli, anche se questa volta l’annuncio del ricovero di papa Prevost è accompagnato da un clima più sereno rispetto all’ansia che aveva scandito i ricoveri di Francesco.
La Santa Sede, attraverso il portavoce Matteo Bruni, ha fatto sapere che «l’intervento è previsto per i primi giorni della settimana e il tempo previsto per il ricovero post operatorio è di circa una settimana». Significa che Papa Prevost conta di rimettersi in breve tempo e compiere, come previsto, il viaggio in Sudamerica che tra il 6 e il 17 novembre lo porterà in Uruguay, in Argentina e infine in Perù, il Paese nel quale ha vissuto vent’anni come missionario prima e come vescovo poi.



