Cronaca

Ospedale di Desenzano, conti sotto la lente: «Dubbi su 28 milioni»

Tre rilievi sulla riqualificazione: il Comitato chiede di verificare le cifre e sollecita un confronto pubblico
Alice Scalfi
L'ingresso dell'attuale ospedale di Desenzano - © www.giornaledibrescia.it
L'ingresso dell'attuale ospedale di Desenzano - © www.giornaledibrescia.it

Quasi 30 milioni da chiarire. È il valore complessivo delle tre presunte incongruenze che il Comitato «Manteniamo l’Ospedale di Desenzano sul Montecroce» segnala nei costi della riqualificazione della struttura esistente.

La riqualificazione è l’Alternativa C del Documento di fattibilità delle alternative progettuali (Docfap): una strada che il Comitato aveva chiesto di approfondire insieme alle altre soluzioni possibili sul Montecroce. Lo studio ha invece indicato come preferibile l’Alternativa B, che prevede un nuovo ospedale nella stessa area attraverso demolizioni e ricostruzioni progressive. I rilievi del Comitato puntano ora a verificare se il costo attribuito alla riqualificazione sia corretto e quale peso abbia avuto nel confronto fra le diverse ipotesi.

Il primo rilievo sarebbe a pagina 94 del Docfap. Su 8,381 milioni di spese tecniche, nel quadro economico viene riportata un’Iva al 22% pari a 13,170 milioni. Il calcolo darebbe invece 1,844 milioni, con una differenza superiore a 11,3 milioni. Il secondo riguarda attrezzature e arredi, per i quali l’Alternativa C prevede circa 13 milioni in più rispetto alle altre, nonostante il recupero del 50% delle dotazioni già presenti.

Poi c’è il totale. Per la riqualificazione si passa dai 317,059 milioni della tabella ai 321,154 milioni delle conclusioni: uno scarto di 4,095 milioni. È la stessa cifra, osserva il Comitato, prevista nelle altre alternative per demolire completamente l’ospedale esistente. Demolizione che, nel caso della riqualificazione, non dovrebbe esserci.

La somma dei tre rilievi arriva a circa 28,4 milioni, senza entrare nel merito dei 168,75 milioni attribuiti all’adeguamento sismico e antincendio. Il Comitato precisa: «Non stiamo sostenendo che l’Alternativa C debba essere scelta. Ma se viene considerata economicamente svantaggiosa anche per il suo costo, quel costo deve essere corretto, trasparente e verificabile».

Le nuove osservazioni seguono l’analisi di oltre trenta pagine che il gruppo ha trasmesso il 14 settembre agli enti coinvolti e al Politecnico, insieme a dieci domande. Nel frattempo il percorso prosegue: dopo l’approvazione del Docfap, l’Azienda sociosanitaria territoriale (Asst) del Garda ha affidato alla Fondazione Politecnico di Milano un incarico da 109.800 euro per il supporto tecnico-scientifico alla redazione del Documento di indirizzo alla progettazione.

Il Comitato torna quindi a domandare quale verifica sia stata compiuta sui dati e sui calcoli del Docfap e sollecita un confronto pubblico sul futuro dell’ospedale. Dal canto suo organizzerà quattro incontri, tutti alle 20.30: il 6 ottobre a Desenzano, il 15 a Lonato, il 23 a Sirmione e il 27 a Bedizzole.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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