Il 9 giugno la pm Carlotta Bernardini, al termine della sua requisitoria, davanti alla Corte d’Assise di Brescia presieduta da Cristina Amalia Ardenghi aveva chiesto complessivamente 172 anni di carcere per le otto persone finite al banco degli imputati per l’omicidio di Ranjit Singh, il 51enne indiano ammazzato la sera della Vigilia di Natale del 2023. Oggi, la Corte – dopo diverse ore di Camera di consiglio – ha assolto l’imprenditore Sanjeev Kumar ritenuto dall’accusa il mandante del delitto. Ma anche per le cinque persone condannate, la pena è stata decisamente più mite, visto che per la Corte non c’è stata premeditazione. E dunque tutti quanti hanno potuto usufruire dell’abbreviato.
Il verdetto
Oltre all’imprenditore 49enne – difeso dagli avvocati Gianbattista Scalvi e Paolo Inverardi –, sono stati assolti Rohan Kumar e Ashwinder Singh. La Corte ha, invece, condannato Arshdeep Singh (14 anni di reclusione), Suraj Sharma (12 anni), Ravi Ravi (10 anni), Hammad Manzoor (9 anni e 4 mesi) e Rahul Kumar (8 anni). Soltanto a quest’ultimo, condannato esclusivamente per concorso morale, è stata riconosciuta infatti la diminuente prevista dall’articolo 116 del codice penale.
Insomma in totale sono poco più di 53 anni di reclusione, sui 172 chiesti dalla pm. Questo perché per gli imputati che avrebbero provocato le 43 lesioni complessivamente documentate nell’autopsia tra cui 19 coltellate erano stati chiesti 30 anni di carcere ciascuno.
Il fatto
La cosa certa è che la vittima è morta a seguito di un violento pestaggio, avvenuto in un parcheggio di via Milano nel dicembre del 2023, nel quale sono state usate delle armi, tra cui un coltello.
Per la Procura e i carabinieri il mandante era l’imprenditore, che però oggi è stato assolto. Secondo gli inquirenti aveva organizzato la spedizione punitiva per vendicarsi di un rogo doloso che sarebbe stato appiccato dalla vittima per la sua mancata conferma in azienda. Ma questo verdetto cambia tutto e ora bisogna attendere 90 giorni per leggere le motivazioni.




