Delitto di Natale: otto rinviati a giudizio per omicidio aggravato

Rinvio a giudizio per tutti, con la contestazione delle aggravanti della premeditazione e della crudeltà.
Si aprirà davanti alla Corte di Assise il prossimo 29 aprile il processo per l’omicidio Ranjit Singh, il 51enne indiano ucciso a coltellate e bastonate in un parcheggio di via Milano la sera del 24 dicembre 2023.
L’udienza preliminare
Martedì mattina infatti si è chiusa l’udienza preliminare per le otto persone ritenute mandante ed esecutori materiali del delitto e che sono accusate a vario titolo di concorso in omicidio aggravato dalla premeditazione e dalla crudeltà.
Proprio sulle aggravanti si sono concentrate le richieste dei difensori di alcuni degli imputati che hanno chiesti di escluderle in virtù del fatto che alcuni degli uomini che hanno preso parte dalla spedizione punitiva non conoscevano neppure la vittima.
Il Gup Mauro Liberti non le ha escluse, ma evidentemente saranno argomenti che le difese riproporranno in dibattimento. Il Tribunale dunque ha disposto il rinvio a giudizio di tutti gli imputati mentre le persone che sono accusate di favoreggiamento, tre dopo che una posizione è stata stralciata, hanno scelto il rito abbreviato e il loro destino giudiziario si chiarirà il 10 giugno.
Il presunto mandante
Secondo i Carabinieri che avevano condotto le indagini e la Procura della Repubblica il mandante dell’omicidio sarebbe l’imprenditore indiano di 48 anni, ed ex titolare della vittima, Sanjev Kumar che avrebbe avuto intenzione di punire il 51enne per aver bruciato alcuni mezzi della sua impresa.
Un rogo doloso che sarebbe stato la vendetta per la sua mancata conferma in azienda. Una tesi che la difesa ha sempre contestato dato che, hanno spiegato i difensori, «l’imprenditore era stato rimborsato dall’assicurazione e che non avrebbe certo mandato un suo dipendente con un’auto intestata alla sua impresa».
Secondo l’accusa l’imprenditore avrebbe dato mandato a Saraj Sharma di organizzare la vendetta e questi si sarebbe appoggiato a Rahul Kumar che avrebbe radunato gli altri indiani. Quella sera il gruppo avrebbe preso appuntamento con la vittima e poi lo avrebbe accerchiato e colpito con coltelli e un piede di porco.
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