Un supermercato fino a 2mila metri quadrati, un polo logistico che non potrà superare i 6mila e la possibilità di insediare attività di pressofusione entro confini ben definiti. Passano dal Consiglio comunale le deroghe che aprono la strada al recupero della ex Fenotti e Comini, 80mila metri quadrati dismessi da 45 anni.
In aula
Con un’apposita delibera l’Amministrazione Franzoni ha inserito l’area tra quelle da rigenerare, rendendo così applicabili le semplificazioni previste dalla normativa regionale per il recupero dei comparti dismessi. Cambieranno soprattutto i volumi: dagli attuali 61mila metri quadrati coperti si scenderà a un massimo di 40mila. Restano escluse acciaierie e fonderie, mentre la pressofusione sarà ammessa entro l’8% della superficie, compresi gli impianti collegati, e dovrà essere concentrata nella parte sud-est.
Verso l’abitato di via Pederzani la fascia di mitigazione potrà invece essere ridotta dagli attuali 20 a 10 metri. Il via libera è però legato alla realizzazione del nuovo collegamento viario previsto per alleggerire il traffico. «Con queste delibere diciamo che non vogliamo più acciaierie, fonderie o altre produzioni inquinanti, né grossi centri commerciali o grandi poli logistici» sottolinea il sindaco Matteo Franzoni.
Bonifica
Nel frattempo nell’ex sito industriale è già cominciata la rimozione dei rifiuti. Comune e proprietà stanno effettuando prelievi in parallelo: per ogni campione una parte viene analizzata dal laboratorio incaricato dal Comune, una da quello della proprietà e una terza viene conservata. «Entro l’anno ci aspettiamo che gli edifici fatiscenti vengano abbattuti» aggiunge.
La scelta
A spiegare la scelta di mantenere una destinazione produttiva è l’assessore all’Urbanistica Carlo Ramazzini. L’intervento di rimozione dei rifiuti comporta costi nell’ordine degli 8-9 milioni di euro, mentre una trasformazione residenziale avrebbe richiesto costi almeno doppi. «L’intento è fare qualcosa di migliorativo – ha aggiunto –. A noi sembra di aver fatto un buon lavoro».
L’opposizione
Di segno opposto il voto di «Fare Nave»: Nicola Pedrali ha sostenuto che, proprio per la posizione centrale del comparto, sarebbe stata preferibile una destinazione prevalentemente commerciale e residenziale, capace di ricucire l’area con il resto dell’abitato. Marco Bassolini ha concentrato le critiche sulla viabilità: «Non dobbiamo pensare soltanto al futuro dell’area, ma al futuro del paese».
«Fare Nave» osserva che il collegamento non risolve da solo l’accessibilità al comparto e che per completare l’asse servirebbero ulteriori interventi, anche nell’area ex Afim. Ramazzini replica sul residenziale, sostenendo che una grande operazione basata sugli appartamenti non risponderebbe alla domanda: «Chi viene ad abitare qui cerca una casa con un pezzo di giardino, non l’appartamento».



