Nave, ex Fenotti-Comini: l’opposizione critica metodo e progetto

Barbara Fenotti
«Fare Nave» contesta la nuova destinazione urbanistica d’area e boccia la tangenzialina
L'ex Fenotti-Comini
L'ex Fenotti-Comini
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Il via libera alla riqualificazione dell’area ex Fenotti & Comini accende il dibattito politico a Nave. Dopo l’annuncio dell’Amministrazione Franzoni sull’acquisto da parte di un privato e sulla prospettiva di una nuova zona artigianale con tangenzialina annessa, arriva la presa di posizione del gruppo di opposizione Fare Nave, che critica metodo e contenuti dell’operazione.

All’attacco

Nel mirino, anzitutto, la mancata condivisione del percorso: «Ancora una volta la maggioranza dimostra di essere più interessata ai titoli di giornale che al confronto con la minoranza», attacca il gruppo, ribadendo come «quasi la metà dell’elettorato ci abbia sostenuto alle ultime amministrative». Da qui la richiesta di un coinvolgimento reale sui temi strategici per il futuro del paese.

Sul merito Fare Nave contesta la destinazione urbanistica prevista dal Pgt, che ipotizza fino a 60mila metri quadrati di capannoni con altezze fino a 24 metri. Una scelta giudicata «miopia urbanistica», considerando la collocazione dell’area, «a ridosso del centro, della parrocchia e di un tessuto residenziale consolidato, con il rischio di un aumento significativo del traffico pesante».

Forti perplessità anche sulla tangenzialina annunciata dal Comune. Secondo l’opposizione l’opera «non risolverebbe il problema della viabilità ma lo sposterebbe altrove, interessando nuove zone del paese». Soprattutto viene messa in dubbio la sostenibilità economica dell’opera: «A fronte di oneri di urbanizzazione stimati in circa 1,4 milioni di euro il costo dell’infrastruttura supererebbe, secondo stime già note, i 10 milioni». A complicare il quadro anche «la necessità di attraversare l’area ex Afim, ancora da ripulire, e la presenza di vincoli provinciali legati a una futura arteria viaria». Da qui la proposta alternativa: una riqualificazione mista, senza componente artigianale, che integri funzioni direzionali, commerciali e residenziali immerse nel verde. «Una visione capace di creare lavoro senza compromettere l’equilibrio urbano».

Infine il tema ambientale: Fare Nave chiede massima attenzione nella gestione della riqualificazione e nella rimozione dei rifiuti industriali, con controlli puntuali da parte degli enti preposti, passaggio ritenuto decisivo «per trasformare davvero una ferita storica del territorio in un’opportunità condivisa».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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