Nel 2025, dopo una decina d’anni, in paese si era finalmente visto un fiocco rosa. Era nata una bimba, ma la sua permanenza è durata poco. La famiglia se ne è andata quest’anno, all’inizio dell’estate. Perché qui non ci sono asili né scuole. Non è una novità. È così da decenni. Le famiglie se ne vanno in cerca di servizi, lavoro e comodità. E in paese restano gli anziani.
Indice di vecchiaia
Magasa guida da tempo la classifica provinciale relativa all’indice di vecchiaia. È un record che valica addirittura i confini bresciani e fa di Magasa il paese più anziano di tutta la Lombardia, con un’età media di 62,8 anni. La media nazionale, per dire, in un Paese tra i più vecchi d’Europa e del mondo, è di 49,1 anni.
A Magasa quasi un abitante su due ha più di 65 anni: gli over 65 rappresentano il 49% della popolazione. Il fenomeno si fa ancora più marcato analizzando la fascia degli over 75, i cosiddetti anziani-anziani. Se la media provinciale si attesta al 12%, nei centri della montagna interna la quota supera regolarmente il 16%, mentre a Magasa si assesta addirittura al 30,4%.
Fuga dei residenti
L’invecchiamento dei magasini è figlio di un’emorragia demografica che sembra inarrestabile. Oggi Magasa conta poco più di un centinaio di abitanti. Nel dopoguerra erano circa 500: sono diventati 400 negli anni Settanta e 300 negli anni Ottanta.
Poi il crollo: 238 abitanti nel 1991, 189 nel 2001, 145 nel 2011, 107 nel 2021. Nel corso dei decenni i giovani hanno continuato a emigrare in cerca di lavoro. Sono rimasti gli anziani, con i loro bassi redditi da pensione. Ma, fortunatamente, c’è anche chi non si rassegna a un destino da borgo fantasma. C’è chi investe nell’agricoltura sostenibile e nel turismo green, credendo nella possibilità di un rilancio socioeconomico della valle.



