La notizia ieri mattina ha fatto rapidamente il giro del paese. Quando a casa dei genitori di Alessandro Vezzoli, carpentiere molto conosciuto, si sono presentati i carabinieri e gli amici più stretti, il presagio di una tragedia si è trasformato in drammatica realtà.
L’incidente mortale è avvenuto intorno alle 9 di ieri a Origgio, nel basso Varesotto. L’operaio è deceduto dopo essere stato travolto dal crollo di una struttura in cemento armato.
L’infortunio
Secondo una prima ricostruzione, una soletta gli è piombata addosso mentre lavorava in un cantiere edile di via Don Minzoni a Origgio, dove è in corso la costruzione di diversi edifici residenziali. Questa ennesima morte bianca riaccende drammaticamente i riflettori sulla sicurezza nei cantieri edili lombardi, un settore che continua a pagare un prezzo altissimo in termini di vite umane. La drammatica sequenza degli eventi ha lasciato sgomenti i residenti, che descrivono l’area del cantiere come un punto nevralgico della recente espansione urbanistica locale.
Le indagini
Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco di Varese, due automediche da Milano e un’ambulanza, ma per l’uomo non c’è stato nulla da fare: la morte sarebbe avvenuta all’istante sotto il peso.
Restano da chiarire con precisione le operazioni che la squadra di muratori stava eseguendo in quel momento, per stabilire se la struttura fosse già stata posizionata, se dovesse essere movimentata o se il cedimento abbia riguardato una parte appena realizzata. Al momento non sono disponibili indicazioni ufficiali sul peso del manufatto e sull’altezza del cedimento. Le indagini sono affidate ai carabinieri della Compagnia di Saronno, supportati dai tecnici di ATS Insubria per la sicurezza sui luoghi di lavoro, impegnati a ricostruire la dinamica, accertare le cause e verificare eventuali responsabilità.
I rilievi
Gli inquirenti stanno verificando il rispetto di tutte le normative in materia di prevenzione, acquisendo la documentazione relativa agli interventi previsti nel cantiere. Nelle prossime ore si attende inoltre l’eventuale disposizione dell'autorità giudiziaria per l’autopsia sul corpo della vittima. Vezzoli, descritto dagli amici come una persona tranquilla e appassionata del proprio lavoro, lascia due figli. La comunità si è stretta attorno al dolore del padre Luigi e della madre Rosa Galli, a poco più di un anno dalla scomparsa della compagna dell’uomo, un lutto dal quale il 55enne aveva faticosamente cercato di riprendersi.
A seguito della tragedia, la Filca Cisl dei Laghi e la Feneal Uil Alta Lombardia, con i rappresentanti Flavio Cervellino e Annunziato Larosa, hanno chiesto che la sicurezza sul lavoro diventi una condizione concreta e prioritaria, e non un tema di cui discutere solo dopo gli incidenti. La nota sindacale richiama l’attenzione sui rischi legati al cedimento di materiali e strutture, tra i più pericolosi nel settore edile, e sulle criticità della catena di appalti e subappalti, che spesso rendono meno trasparenti ruoli e responsabilità.



