Un nuovo collegamento per rendere più sicura, continua e bella la ciclovia dell’Oglio: è stato inaugurato ieri pomeriggio, a Iscla di Monno, il raccordo ciclopedonale che collega la direttrice principale della ciclovia verso Monno e il passo del Mortirolo da un lato, e verso Edolo, Aprica e Valtellina dall’altro. Un taglio del nastro avvenuto in occasione del passaggio del Bike track test 2026 della ciclovia Monaco-Milano.

Il progetto
L’intervento, considerato tra i più determinanti realizzati negli ultimi anni per la valorizzazione della mobilità dolce in Valcamonica, comprende una nuova passerella sull’Oglio e un sovrappasso alla statale 42. Due strutture che permettono di superare in sicurezza altrettante barriere naturali e viabilistiche, evitando tratti trafficati e migliorando la fruibilità del tracciato.
Il nuovo raccordo apre una prospettiva non indifferente per la rete ciclabile dell’alta Valle, perché la ciclovia dell’Oglio, posta sul versante sinistro del fiume, potrà connettersi più facilmente con Edolo e la Valtellina. Il collegamento assume un rilievo anche nel quadro della pianificazione regionale, che individua il percorso ciclabile Oglio come asse tra il Tonale e il Po, con lo sviluppo futuro della relazione tra Valcamonica e Valtellina fino a Tirano, porta verso i Grigioni e la Svizzera.
Non meno importante è il collegamento verso Monno e il Mortirolo, una delle salite simbolo del ciclismo internazionale, recentemente ribattezzata Cima Pantani. Per gli appassionati si apre così la possibilità di raggiungere il Mortirolo attraverso un tracciato ciclopedonale più continuo, partendo dalla pianura bresciana o da Ponte di Legno e limitando l’esposizione sulla 42.
Storia
Ma c’è anche un valore storico: il nuovo tracciato recupera idealmente un’antica via di collegamento che, prima della realizzazione dell’attuale statale, da Edolo saliva verso il Tonale passando per le contrade e la chiesa di San Brizio, attraversando l’Oglio proprio dove sono stati realizzati i lavori. Ancora oggi sono infatti visibili i resti delle vecchie strutture del ponte di San Brizio.
I dettagli tecnici

«L’opera - spiega Gian Battista Bernardi, assessore al Parco Adamello e alle ciclabili in Comunità montana - ha visto un investimento superiore al milione di euro e ha comportato complessità tecniche e idrauliche non indifferenti, trovandosi alla confluenza dell’Oglio con la Val Finale e la Val Dorena. Il raccordo sarà utilizzabile da subito, anche se per alcuni mesi resterà un’interferenza con il cantiere di regimazione idraulica. La ciclovia è un investimento strategico per la Valle, un’infrastruttura pensata non per un singolo Comune, ma per l’intero territorio camuno».



