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Brescia scende in pista per l’aeroporto: «L’Ue non tolga fondi e ci lasci decollare»

Il declassamento del D’Annunzio di Montichiari scatena dure reazioni. Appello agli europarlamentari
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Il "D'Annunzio" fuori dai radar Ue
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Il barometro indica tempesta. L’esclusione del D’Annunzio da possibili finanziamenti europei ha fatto addensare nubi nere sopra le sedi istituzionali bresciane, dove la notizia giunta da Bruxelles non è stata affatto gradita.

Le turbolenze più forti sono state registrate sopra Palazzo Broletto, dove il presidente Emanuele Moraschini si è fatto portavoce di uno sgomento generale del sistema Brescia per il declassamento dell’aeroporto. «Stiamo lavorando da anni affinché questa struttura sia valorizzata e ora apprendiamo che non riceverà più finanziamenti», tuona il numero uno della Provincia di Brescia, che aggiunge: «Siamo in Lombardia, uno dei motori dell’Italia, dove ci sono altri tre aeroporti che stanno collassando (Malpensa, Linate e Orio al Serio, ndr). Montichiari è strategico, potrebbe essere declinato anche per i passeggeri, non solo per le merci. È vicino al Garda, meta turistica tra le più importanti in Italia; porterebbe economia e sviluppo a una provincia già attiva, viva, dinamica. Creerebbe posti di lavoro». Montichiari insomma deve decollare e per questo Moraschini fa appello «ai Parlamentari europei bresciani appena eletti affinché intervengano per rilanciare questo aeroporto, che merita di essere al centro di politiche attive e concrete».

A Bruxelles

Un appello, questo, che è stato subito accolto da Mariateresa Vivaldini: «Non appena insediata nell’Europarlamento mi occuperò del dossier D’Annunzio affinché la decisione sia rivista. Credo che l’Ue non abbia colto le potenzialità di questo scalo. Ricordo che quando aveva iniziato le attività per sostituire Verona, nel 1999, lo stesso Caprotti, storico patron di Esselunga, aveva sottolineato la sua posizione baricentrica in uno dei territori più sviluppati dell’Unione. Oggi l’aeroporto è collegato ancora meglio grazie alla Corda molle e inoltre dispone tutt’attorno di vasti spazi nei quali in un futuro prossimo potrebbe essere sviluppata la logistica». Non solo: «Va anche considerato che gli aeroporti vicini come Bergamo sono saturi. Anzi a Orio al Serio sono stati superati i livelli di sostenibilità ambientale», prosegue Vivaldini. Per questo «è necessario realizzare un sistema a più piste che coniughi cargo e servizio passeggeri. Quei passeggeri che al D’Annunzio devono tornare». In questo senso la Provincia «quello che poteva fare lo ha fatto», mentre la Regione, conclude Vivaldini, «dovrebbe inserire Montichiari nella rete degli aeroporti centrali».

«Un’infrastruttura fondamentale»

«Per un territorio come Brescia l’aeroporto è un’infrastruttura fondamentale, necessaria per mantenere la competitività delle nostre imprese su scala globale», rimarca Eleonora Rigotti, presidente di Cna Brescia, mentre il presidente della Camera di Commercio Roberto Saccone ricorda che il D’Annunzio è indicato come «infrastruttura strategica» nel piano nazionale: «Sono sorpreso che non sia riconosciuto come tale da Bruxelles: si sarebbero dovuti attivare tutti i canali necessari per non perdere importanti risorse per il rilancio». «Questa battuta d’arresto è l’ennesima beffa per una realtà manifatturiera con grandi potenzialità», sbotta Eugenio Massetti, alla guida di Confartigianato.

Sul declassamento interviene anche la Save, il gruppo con sede in laguna che controlla pure gli scali di Venezia, Treviso e Verona. «Sicuramente andremo a fondo con celerità sulla questione, che riteniamo essere inammissibile nel contenuto e nella forma – assicura il direttore dell’area cargo della società, Francesco Folonari –. Detto questo, non siamo in nessun modo preoccupati, perché stiamo procedendo con i piani di sviluppo programmati che da questo nuovo regolamento non vengono in alcun modo intaccati, e stiamo lavorando soprattutto per ottenere la conformità urbanistica, indispensabile all’avvio degli investimenti previsti». Parliamo di oltre 50 milioni di euro tra il 2023 e il 2032 per la costruzione di due edifici e la ripavimentazione della pista e dei piazzali adiacenti.

Dalla Regione

«Il masterplan di Save – commenta l’assessora regionale Claudia Maria Terzi – prevede un’implementazione dello scalo che contiene, a mio avviso, elementi positivi come la valorizzazione e l’adeguamento delle strutture. Come Regione faremo dunque il possibile per accelerare l’iter di approvazione del masterplan e dare un nuovo futuro all’aeroporto di Montichiari. Una sfida da vincere insieme al player principale Save, da cui dipende la volontà di attuare gli investimenti».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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