Respinto il reclamo presentato dal Brescia Calcio contro la liquidazione giudiziale della società. La procedura avviata dal Tribunale di Brescia resta quindi in piedi, dopo il ricorso promosso dalla difesa dell’ex presidente Massimo Cellino per tentare di salvare il club.
La società era stata posta in liquidazione giudiziale il 28 luglio scorso, dopo che il Tribunale aveva respinto la richiesta di concordato preventivo presentata per cercare di affrontare la crisi finanziaria. Il dissesto era stato quantificato in circa 20-23 milioni di euro.
L’obiettivo della difesa
Con il ricorso , la difesa puntava a ottenere la revoca della liquidazione giudiziale e l’accesso a una procedura di concordato preventivo in continuità aziendale. L’obiettivo era consentire alla società di riorganizzare i debiti e valorizzare le risorse ancora disponibili, tra cui i crediti legati ai trasferimenti di Sandro Tonali, per provare a tutelare il patrimonio del club e gli interessi dei creditori.
Le parole di Cellino
La gestione della procedura resta affidata al curatore nominato dal Tribunale, Luigi Meleleo. L’esercizio provvisorio dell’attività sportiva, già autorizzato, ha consentito di mantenere in vita la matricola del Brescia Calcio e di proseguire l’attività giovanile.
«Speravo si risolvesse in appello ed evitare di dover ricorrere in Cassazione», commenta al GdB Massimo Cellino. «Tutta la storia nasce da una truffa che abbiamo subito e attenuarne le conseguenze non mi è stato concesso a Brescia. Peccato ero fiducioso», conclude Cellino.




