I fatti contestati sono molti e gravi. Rapina, estorsione, furto, resistenza. Aggravati ed in concorso. Sono il racconto, basato sulle ricostruzioni di Polizia e Carabinieri di una decina di episodi violenti tra gennaio e marzo in cui un gruppo di ragazzi giovanissimi, tra i 18 e i 22 anni, tutti di origine tunisina e in gran parte arrivati in Italia come minori non accompagnati e poi sfuggiti al sistema dell’accoglienza, nella zona della stazione ferroviaria.
«Misura proporzionata»
Per il Gip Angela Corvi, che ha firmato le ordinanze di custodia cautelare in carcere sulle base delle richieste presentate dalla Procura della Repubblica che ha riunito le risultanze delle diverse indagini portate avanti sui singoli episodi dai carabinieri della stazione di Piazza Tebaldo Brusato e del Radiomobile di Brescia e dalla Squadra Mobile della Questura, «La massima misura – richiesta dal Pubblico Ministero – appare certamente proporzionata alla gravità dei fatti contestati agli indagati».




