Un conto salatissimo, con un mese almeno, forse cinquanta giorni, di fermo produttivo e l’intero raccolto di rucola, spinacino, valeriana e lattughino andato perduto. L’ultima grandinata, nella notte di lunedì, ha colpito fortissimo nella Bassa bresciana, lasciando danni in diverse aziende agricole. Una delle più danneggiate è la Orto Seniga di Seniga, specializzata nella produzione di orticole in coltura protetta. A parlarne è uno dei soci, Alessandro Marinoni, che è consigliere di Confagricoltura Brescia. «Fermiamo l’azienda per rimetterla in piedi. Se tutto va bene speriamo di poter ripartire dal 15 ottobre con le semine della valeriana – afferma –: l’azienda è assicurata, ma i danni alle strutture impongono lo stop delle attività su circa 15 ettari di superficie coperta».
Il vento ha piegato e divelto gli archi di una quarantina di serre, in alcuni casi sollevandone le testate. Su un altro centinaio delle 203 serre complessive sono invece stati strappati i teli. A completare il quadro è stata la bomba d’acqua che è seguita, con la pioggia, spinta dal vento, che è entrata lateralmente, ha divelto porte e allagato anche le strutture rimaste in piedi. «È andato tutto – aggiunge Marinoni –: sotto le serre erano in piena produzione rucola, spinacino, valeriana e lattughino. Abbiamo perso questo ciclo produttivo e i prossimi due. Stimiamo di saltarne due o tre sui sette-otto annuali, quindi circa il 30 per cento della capacità produttiva».
Quando grandine e vento compromettono le strutture, occorre rifare tutto, archi, coperture e impianti di irrigazione e poi tornare a lavorare il terreno prima di poter seminare nuovamente. Gli otto dipendenti impiegati nella Orto Seniga non saranno messi in cassa integrazione, ma lavoreranno al fianco delle imprese nella rimozione, nello smaltimento e nella ricostruzione delle strutture. Perché oggi «anche trovare manodopera e mezzi è complicato e non scontato».
Seniga non è un caso isolato. Negli ultimi mesi danni agli impianti serricoli sono stati registrati anche in altre zone della provincia, come Gambara e Manerbio. Marinoni è socio anche della Rizzardi Ottorino di Castel Mella, dove quest’estate la grandine ha danneggiato alcune serre, oltre ai ricoveri degli attrezzi e ai pannelli solari. «Quest’anno è proprio difficile - conclude l’imprenditore agricolo - senza contare i costi di produzione, di irrigazione, per gli imballaggi, la crescita dei contributi Conai e il resto».



