Cronaca

Da Ludriano 357 firme per dire no all’ampliamento della fonderia

Per i cittadini l’impianto è «troppo vicino alle case». Durante l’assemblea pubblica il sindaco rassicura: «Tutto ok, siamo solo al primo step»
Tonino Zana
Sindaco e tecnici dialogano e discutono con i cittadini - © www.giornaledibrescia.it
Sindaco e tecnici dialogano e discutono con i cittadini - © www.giornaledibrescia.it

Ore 9,30 di ieri, la calura è olimpionica, 33 gradi, 222 veicoli «piangono» incolonnati dal «vai e fermati» sulla provinciale Orzi-Rocca, un chilometro prima di Roccafranca a causa di una consegna per una gettatina di asfalto durante i lavori lunghi e intermittenti della sistemazione stradale. Mentre il sindaco Marco Franzelli è bello e fresco in una sala dalle parti del vecchio Consiglio comunale di Roccafranca per discutere sul primo step della puntata, alla vigilia considerata da tutti, lunga e insidiosa, sull'ampliamento della «Fonderia» mettiamo le virgolette una volta per tutte le altre, siccome qualcuno sostiene che si tratta di Fonderia altri no anche se la sostanza non cambia.

Sarà per il gruppo dei 357 firmatari di Ludriano contro la Fonderia, sarà perché il sindaco sente fiato popolare controvento, tutti stanno lì, composti e concentrati, simultaneamente. Come dicevano i latini, simul stabunt simul cadent, insieme staranno e insieme cadranno. Meglio cercare soluzioni, altrimenti si cade insieme. I tecnici, alcuni delle istituzioni interessate a questa conferenza dei servizi aperta al pubblico, in call, da lontano, e il consulente del Comune illustrano le loro analisi.

Le relazioni

Il sindaco Franzelli, il vice Tomasoni, il capo ufficio tecnico Annalisa Cingia sono in prima fila. Relazione puntuale di Cingia, nulla da eccepire. Al sindaco Franzelli non manca niente, la parola gli abbonda, a domanda risponde. Dice: «Io non ho inventato questa azienda, io assisto a una richiesta di ampliamento e controllo al millesimo che tutto sia in regola da due anni e mezzo, salute ambientale, rumori, criticità varie».

Un operaio al lavoro davanti a un forno - Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it
Un operaio al lavoro davanti a un forno - Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it

Sotto tiro si trova Ludriano, la umanamente ricca località di Roccafranca, 1.200 anime che hanno consegnato 357 firme contro la Fonderia. Cioè, tutta Ludriano dice al primo cittadino: «Ripensaci, non siamo d'accordo, così come stanno le cose ci mettiamo di traverso». Un bel mucchio di donne riprende subito: «Noi abbiamo le case a 50-80 metri, per noi è impensabile». Vincenzo Campiotti, titolare di un agro alimentare eccellente alimenta la negazione, insieme alla figlia Sara: la loro produzione potrebbe essere in pericolo e poi questa pressa sarebbe più rumorosa di un cannone, il movimento macchine difficile da reggere.

Le nomine

E sorge l'analisi di Claudio Dosselli, mairanese con fede a Roccafranca, direttore tecnico e commerciale di un'azienda petrolchimica. Quando parla sa bene quello che dice e avverte che serve sicurezza per uso dell'idrogeno, per le condizioni idro-geologiche, per quelle case lì a poche decine di metri e spiega con dati scientifici e aneddoti di vita, al punto che il sindaco Franzelli lo invita e lo nomina, seduta stante, consulente del Comune, detto e fatto.

Il sindaco Marco Franzelli -  © www.giornaledibrescia.it
Il sindaco Marco Franzelli - © www.giornaledibrescia.it

Finché tocca al vicesindaco Morris Tomasoni, ludrianese, il quale trova la parola perfetta per uscire dalle trincee: convergere, ripete, convergere. E dentro c'è un'idea di mediazione per cui l'analisi del sindaco Franzelli – che ribadisce che siamo solo al primo step, che nulla è deciso, che però non si deve gridare al lupo se il lupo non si è visto, prendendo in mano il pallino dopo, quattro ore di seduta – spinge tutti a riflettere, a non negare e a non firmare in bianco, a meditare e se possibile, dicono in diversi, a mediare.

Con quelle case là, che parlano da sole e chiedono compensazioni e chiedono di non rimanere sole. E non lo rimarranno per nessuno. Loro rappresentante viene nominato in seduta proprio Vincenzo Campiotti e gli intervenuti, chi più chi meno, sono d'accordo, non certo sulla nomina che passa all'unanimità, ma sul risultato silenzioso dell’assemblea, che rimane aperta e che, soprattutto, guarda avanti per la risoluzione delle criticità. E il primo cittadino Marco Franzelli chiude le quattro ore, sono le 13,30, lasciandole aperte.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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