Cronaca

Tari, i costi sono in crescita a Lonato: l’aumento medio è del 12%

Il Comune potenzia spazzamento, centri di raccolta e mini-isole accessibili 24 ore su 24
Alice Scalfi
Il centro storico di Montichiari
Il centro storico di Montichiari

La Tari sale. Non è un’esclusiva lonatese: nel 2026 i rincari hanno interessato i comuni un po’ ovunque. Ma a Lonato l’aumento medio è del 12% e il Comune ha scelto di distribuire il peso in modo diverso: +7% per le famiglie, +17% per le utenze non domestiche. «A fronte della necessità di coprire integralmente i costi previsti dal Pef – spiega l’assessore al Bilancio Davide Bollani – abbiamo deciso di privilegiare le utenze domestiche».

Le novità

A far salire le tariffe è un piano economico finanziario che per il 2026 vale 3 milioni e 121mila euro, mentre l’importo utilizzato per il calcolo delle bollette, al netto delle detrazioni, è di 3 milioni e 60mila. Nel 2029 la previsione arriva a circa 3,58 milioni. Pesano l’aumento dei costi di raccolta e smaltimento, energia e carburanti, gli adeguamenti contrattuali del personale e gli investimenti per migliorare il servizio.

E qualche novità, in cambio, arriverà. Aumentano lo spazzamento meccanizzato, anche nelle frazioni, sulle piste ciclabili e nelle nuove lottizzazioni acquisite dal Comune, e il lavaggio di marciapiedi, piazze e aree di decoro del centro storico. «Abbiamo aumentato i servizi e la loro qualità – spiega l’assessore Cristian Simonetti – per dare alla cittadinanza un servizio più completo».

Da settembre arriveranno inoltre le card che permetteranno alle famiglie di utilizzare 24 ore su 24 le mini-isole per conferire i rifiuti differenziati. Il servizio sarà accessibile anche ai turisti ospitati a Lonato, sempre attraverso tessere dedicate. Gli accessi resteranno dunque riservati agli utenti del territorio, evitando che le strutture diventino un punto di conferimento per visitatori provenienti da altri comuni. Crescono anche gli orari dei centri di raccolta, portati a 32 e 40 ore settimanali, mentre all’esterno saranno installate isole meccanizzate a quattro bocche utilizzabili anche a strutture chiuse.

Gli investimenti

Gli investimenti effettuati nel 2025 ammontano a 345mila euro, più del doppio dei 139mila del periodo 2022-2024. La raccolta e il trasporto dell’indifferenziato rappresentano oltre il 40% dei costi del Pef, mentre la differenziata si mantiene attorno al 76%. Il rincaro si farà sentire con il saldo Tari. La prima rata è stata calcolata sul 50% delle tariffe dello scorso anno, quando il nuovo Pef non era ancora disponibile.

Per evitare di concentrare l’adeguamento in un unico pagamento, il Comune dividerà il saldo in due scadenze, previste indicativamente a novembre e a gennaio. In Consiglio il confronto si è concentrato anche sull’aumento dei costi e sulla distanza dal benchmark Arera, fermo a 23,97 centesimi al chilogrammo per l’intero quadriennio. Dagli uffici è stato evidenziato che il parametro non considera l’inflazione né la qualità e l’estensione dei servizi offerti dai singoli comuni.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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