Cronaca

Leno, nuovi spazi nell’ex mensa della scuola primaria grazie a Timken

Terminata la riqualificazione realizzata con i 30mila dollari elargiti dalla multinazionale americana. Il ruolo dell’Università di Brescia
Gianantonio Frosio
Un momento dell'inaugurazione dell'ex mensa
Un momento dell'inaugurazione dell'ex mensa

La riqualificazione dell’ex mensa della scuola elementare (inaugurata nei giorni scorsi) è costata 30.000 dollari: al cambio attuale circa 26.000 euro. Soldi arrivati dalla multinazionale americana Timken, che a puro scopo filantropico, ha pagato il conto.

L’ex mensa si trova al pianterreno della scuola primaria: un enorme pluri-locale «dismesso» nel 2005, quando l’Amministrazione comunale aveva costruito una nuova e più attrezzata mensa. A parte il periodo del Covid, dove per esigenze di spazio e distanziamento era stata temporaneamente riutilizzata, la vecchia struttura era stata relegata al poco onorevole ruolo di magazzino.

Più volte Vanda Mainardi, la dirigente del Comprensivo, aveva pensato di riqualificarla, ma, anche e soprattutto a causa della mancanza di soldi, il tentativo è sempre rimasto confinato nel reparto dei sogni, dove tutto è possibile, ma sempre e comunque alle calende greche. Per la serie: vedremo se e quando ci saranno i soldi...

A misura di bambino

Poi è arrivata la Timken. L’incontro tra l’Ic Leno e la multinazionale americana è stato facilitato da due persone: Antonio Isceri, ex insegnante dell’Ic e tutt’ora docente all’Università di Brescia, e Valerio Villa, del dipartimento di Ingegneria meccanica e industriale della stessa università.

La storia è lunga e articolata (l’abbiamo raccontata l’anno scorso, quando Timken aveva annunciato la donazione): fatto sta che la multinazionale ha firmato un assegno da 30.000 dollari a fondo perduto per un progetto che, firmato dall’Ic Leno e dall’ateneo bresciano, si basa sulle materializzazioni concettuali ispirate al metodo Montessori.

Sono stati rinnovati anche gli arredi
Sono stati rinnovati anche gli arredi

Con i soldi in mano, Vanda Mainardi ha potuto trasformare il sogno in realtà. Nei giorni scorsi, alla presenza delle maestre che dovranno lavorarci, tirata a nuovo come un remigino al primo giorno di scuola, l’ex mensa è stata riaperta: spazi rinnovati, ritinteggiati e abbelliti (tutti a misura di bambino); nuovi materiali didattici (molti dei quali frutto della collaborazione con l’Università di Brescia); nuovi arredamenti, nuovi laboratori e nuove idee per una didattica sempre più moderna ed efficiente.

Perché l’ex mensa ha cambiato aspetto e funzione, ma è sempre a disposizione dei bambini.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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