Sono ancora in apprensione i familiari dell’anziano dimesso dall’Ospedale di Comunità di Palazzolo sull’Oglio e risultato positivo alla legionella. L’uomo ha avuto un infarto intestinale ad agosto. Dopo il ricovero e l’operazione d’urgenza al Civile è stato portato nella struttura di Palazzolo. Qui ha iniziato ad accusare dei forti crampi alla pancia.
«Mio papà se ne stava andando - racconta la figlia Paola Ducci -. Siamo molto preoccupati perché riteniamo che non siano stati fatti gli accertamenti dovuti. Ha 85 anni, è un soggetto fragile ma non per questo deve morire».
Suo padre è stato poi dimesso da Palazzolo il 30 settembre. La figlia, vedendo che non accennava miglioramenti, lo ha portato al Pronto soccorso di Chiari, dove è uscito dopo un giorno e mezzo. L’uomo però ha continuato ad accusare dolori fortissimi ed è quindi stato ricoverato al Civile. Qui gli esami hanno rivelato la positività alla legionella.
«Sta meglio - continua la figlia -, ma resta la preoccupazione per l’accaduto».
L’Ospedale di Comunità di Palazzolo ora è vuoto, mentre proseguono le indagini di Ats Brescia e gli interventi di disinfezione degli ambienti. Nel frattempo, i pazienti della struttura sono stati dimessi in via precauzionale a domicilio o trasferiti in altre strutture.
Nessun altro, ha fatto sapere in una nota stampa ieri Asst Franciacorta, presenta sintomatologia riconducibile alla legionellosi.
Cosa è
La legionella, lo ricordiamo, è un batterio che non si trasmette da persona a persona.
«Sul nostro territorio il numero di casi si aggira tra i 130 e 140 all’anno - spiega Anna Caruana, responsabile SS Malattie Infettive di Ats Brescia -. L’infezione si contrae inalando minuscole goccioline d’acqua. Il batterio si può trovare quindi nelle piscine, alle terme o nei rubinetti di casa».
L’esposizione non comporta necessariamente lo sviluppo della malattia e nelle persone sane il rischio di forme gravi è basso. I pazienti più a rischio sono generalmente anziani, immunodepressi, con patologie croniche e i fumatori.
«L’incubazione va dai due ai dieci giorni - conclude Caruana -. L’infezione può manifestarsi in una forma lieve, attraverso febbre, o in una forma più aggressiva, attraverso la polmonite da legionella, che può richiedere ricovero ospedaliero».


