Legionella: cos’è, come si trasmette, prevenzione e cura

Nei casi più gravi il batterio può provocare polmoniti severe e portare addirittura alla morte. Gli uomini s’infettano più facilmente delle donne, ma il bacillo non passa da una persona a un’altra
Un rubinetto
Un rubinetto
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Un caso ogni due giorni e mezzo. Oltre centocinquanta in tutto il 2025. Questi i numeri delle infezioni provocate da legionella nel territorio di competenza di Ats Brescia: di fatto l’intera provincia, esclusa la Valcamonica. A Mazzano, nel mese di dicembre, si sono registrati due decessi «non correlati tra loro», come precisato dalla stessa Agenzia di tutela della salute.

Cos’è la legionella

Il bacillo della legionella visto al microscopio
Il bacillo della legionella visto al microscopio

Anzitutto è bene precisare che la legionella è un batterio che vive in ambienti acquatici (serbatoi, tubature, fango, terreni umidi) ed è in grado di moltiplicarsi tra i 25 e i 45 gradi, specialmente in presenza di stagnazione, incrostazioni e sedimenti. Al di sotto o al di sopra di queste soglie il bacillo non prolifera e non rappresenta un pericolo.

Come si trasmette

La legionella non si trasmette da una persona a un’altra, né tramite alimenti. Il contagio avviene attraverso l’inalazione di minuscole gocce d’acqua (o aerosol). Detto degli ambienti in cui è in grado di moltiplicarsi, le fonti di ristagno possono essere molte. Gli impianti di aria condizionata o deumidificatori, ad esempio, sono potenziali incubatori del batterio in particolari condizioni: assenza di pulizia periodica, oppure segmenti dell’impianto di areazione interrotti.

Anche la presenza di serbatoi di qualunque tipo (scaldabagni o tubature) in casa rappresenta un potenziale fattore di rischio. Per lo stesso principio, la legionella potrebbe svilupparsi nel vano dell’acqua dei tergicristalli, o nell’impianto dell’aria condizionata. Attenzione anche ai diffusori delle docce e ai rompigetto dei rubinetti, se ostruiti dal calcare. Secondo l’istituto Humanitas, pure le guarnizioni degli impianti idrici e gli asciugamani elettrici possono trasmettere il batterio.

La legionella si sviluppa anche negli impianti di aria condizionata
La legionella si sviluppa anche negli impianti di aria condizionata

Infezioni, diagnosi e cura

Fuori dai casi asintomatici, che ovviamente esistono, l’infezione più leggera è la febbre di Pontiac, accompagnata da sintomi simil-influenzali come febbre, mal di testa, brividi e spossatezza. Il decorso in questi casi è piuttosto breve. Diverso il discorso per la legionellosi (o malattia dei legionari), che oltre agli effetti già citati può comportare importanti problemi respiratori, fino ad arrivare a forme gravi di polmoniti.

La legionellosi è più comune tra gli uomini (il rapporto con le donne è di circa due casi a uno). L’età avanzata, il fumo e il consumo di alcol rappresentano altri fattori di rischio, insieme alla presenza di patologie croniche del polmone e di quelle che causano immunodepressione (tumori o diabete, ad esempio), o all’assunzione di determinati farmaci. Il periodo di incubazione dura dai due ai dieci giorni (tra i cinque e i sei, in media).

La legionella viene diagnosticata attraverso esami radiologici, delle urine o colturali. Per le infezioni più severe si ricorre a terapie antibiotiche specifiche in ospedale.

Il report

In Italia questa malattia è soggetta a obbligo di notifica. Ciò significa che il medico che la diagnostica deve compilare l’apposita scheda di sorveglianza e trasmetterla all’Ats competente. Un report dell’Istituto superiore di sanità mostra i risultati del sistema di sorveglianza nazionale della legionellosi relativi al 2023.

Le segnalazioni giunte al dipartimento di Malattie infettive dell’Iss per quell’anno sono state 3.911, con una media di 66,3 casi per milione di abitanti. L’incidenza è maggiore al Nord, dove si sono registrati 96,6 casi per milione, quasi il quintuplo rispetto al Sud (19,9) e molti di più di quelli del Centro (67,5).

I ricoveri in ospedale sono stati 125, poco più del 3%, con un’età media di 72,3 anni, molti dei quali con patologie di tipo cronicodegenerativo (44,0%), seguite da neoplasie (25,6%). La durata media della permanenza in ospedale, per i casi noti (pari al 25,1%), è stata di 10,4 giorni. Sempre tra i casi noti (1.173), il tasso di mortalità si è attestato al 15,8%.

Come prevenirla

È importante prestare attenzione anche alle canne dell'acqua in giardino
È importante prestare attenzione anche alle canne dell'acqua in giardino

Ridurre le probabilità che il bacillo proliferi, esponendo chi lo inala al rischio di un contagio, è possibile. Anna Caruana, dirigente medico responsabile della struttura Malattie infettive di Ats Brescia, fa un elenco di buone prassi da seguire: «È importante mantenere puliti i rompigetto dei rubinetti, far scorrere per almeno cinque minuti acqua calda – sopra i 50 o i 60 gradi – o fredda, in modo da eliminare il germe, se presente. Dove ci sono incrostazioni provvedere a rimuoverle. Se si utilizzano dispositivi per l’aerosol è bene farlo con fisiologico, chiaramente sterile, e pulirli con acqua distillata o in bottiglia. Evitare di lasciare esposte al sole le canne per il giardinaggio, specialmente in estate». Pochi accorgimenti, ma in grado di fare la differenza.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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