Le milleottocento tonnellate di alghe raccolte quest’estate dal lago d’Iseo sono state l’oggetto dell’incontro svoltosi a Iseo il 29 ottobre, sollecitato dai comuni del basso lago e con la presenza degli enti coinvolti, Autorità di Bacino, Navigazione lago d’Iseo e manutenzione e promozione laghi e di Regione Lombardia. Dopo l’emergenza che ha visto trasformarsi il lago in un tappeto erboso dove l’acqua era un effluvio maleodorante, gli amministratori comunali di Iseo, Paratico e Sarnico hanno voluto trovarsi per capire cosa poter fare in un futuro prossimo.
Le soluzioni
«Nel giugno 2027 ci sarà un primo sfalcio delle alghe, cosa che prima avveniva sempre nel mese di agosto, ad emergenza già conclamata e questo è già un punto di partenza ottimale – ha sottolineato il sindaco di Iseo Riccardo Venchiarutti – poi anche dal punto di vista economico, le Province che prima contribuivano con 450mila euro ma quest’estate hanno dovuto aumentare la cifra di 150 mila euro, stanzieranno d’ora in poi lo stesso ammontare di euro. Inoltre la Regione, che si appoggia alle Università, ha evidenziato la necessità di un nuovo lavoro di indagine sull’acqua del Sebino, visto che sono cambiate le condizioni delle temperature, del ricambio d’acqua e degli inquinanti».
Si prospetta quindi un nuovo approccio per contenere il problema delle macrofite che l’estate 2026 ha posto il lago d’Iseo, i suoi operatori economici, i visitatori e i residenti, in una situazione spesso spiacevole. All’incontro sono stati invitati anche i consiglieri di minoranza del comune di Iseo che hanno plaudito all’azione corale messa in campo per l’ambiente e per il territorio.
Più fondi
Per il prossimo anno ci sarà a disposizione quindi circa un milione di euro per il lago d’Iseo perché 600 mila sono quelli delle Province e 355 quelli vinti da due bandi di Autorità di Bacino per la Riserva Torbiere e per le Lamette, la parte di Riserva che si trova nel lago tra Iseo, Clusane e Paratico. Sul lago d’Endine è stata realizzata la sperimentazione con teli subacquei che dovrebbero contrastare la crescita delle alghe.
È un’iniziativa della provincia di Bergamo che ha messo a disposizione un contributo di 10 mila euro per testare l’efficacia dell’operazione. L’azienda esecutrice è Manutenzione e Promozione Laghi, partecipata da Autorità di Bacino che ha competenza anche sul piccolo lago della bergamasca, situato proprio a nord-ovest del Sebino. Non avverrà la stessa cosa sul lago d’Iseo dove il problema delle macrofite si è manifestato molto in anticipo ed in modo preponderante ma adesso gli enti hanno fatto quadrato.



