Cronaca

Chiari, maxi impianto di accumulo energetico: è scontro in Consiglio comunale

Il dibattito riguarda non tanto la necessità di proseguire sul cammino della transizione ecologica, ma le responsabilità dell’Amministrazione locale su un progetto dell’impianto di accumulo di energia elettrica che passa dai tavoli dei ministeri
Daniele Piacentini
La centrale attuale. In quest'area sorgerà il nuovo impianto
La centrale attuale. In quest'area sorgerà il nuovo impianto

Quasi 33mila metri quadrati, 18 power station e 144 container batterie; quello previsto tra Santellone e San Bernardo di Chiari è uno degli impianti d’accumulo energetico (Bess) più estesi della Lombardia tra quelli ipotizzati da Terna. Le batterie d’accumulo necessarie per garantire un flusso costante d’energia in arrivo da fonti rinnovabili (soprattutto fotovoltaico) dovrebbero generare infatti 320Mw di potenza. Per ora, però, hanno soprattutto acceso di polemiche e accuse incrociate l’ultimo Consiglio comunale clarense.

Lo scontro riguarda non tanto la necessità di proseguire sul cammino della transizione ecologica, quanto le – eventuali – responsabilità del Comune di fronte a un progetto che passa dai tavoli di Ministeri e player nazionali. Il sindaco Gabriele Zotti invoca «una visione comune sull’utilità; come Comune, ci impegniamo per garantire la migliore mitigazione ambientale a beneficio della comunità». Su questo fronte, gli aspetti più dirimenti saranno, con ogni probabilità, la necessità di adeguare l’attuale viabilità più misure di compensazione ambientale e di carattere idraulico, a partire dal possibile aumento dei carichi idrici su sottoservizi e sottopassi.

Le posizioni

Per Marco Salogni, di Comitato Civico, «è importante capire quali richieste specifiche siano state presentate dall’Amministrazione per limitare l’impatto dell’intervento e quali compensazioni, economiche o con opere e servizi per il territorio, siano previste o possano essere ottenute. Allo stesso modo, è necessario conoscere gli elementi disponibili in materia di sicurezza, le procedure di controllo previste e le modalità con cui la popolazione sarà informata sul progetto».

Più dura la posizione dell’ex sindaco e ora capogruppo di Chiari Capitale, Massimo Vizzardi: «la questione è la capacità di governare processi complessi, informare i cittadini e assumersi la responsabilità delle decisioni, senza mettere la comunità davanti a decisioni già maturate».

Lo scontro, insomma, è solo all’inizio, con novità nel momento in cui dovessero arrivare da Terna o Ministero ulteriori comunicazioni su quello che sarà il futuro dell’area a sud dell’attuale centrale elettrica, tra via Di Mezzo e Strada Vecchia per Pontoglio, in un terreno oggi agricolo e privato. Un primo passo, al riguardo, è già stato compiuto, con l’individuazione della società sviluppatrice, la Carpi srl di Milano.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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