Cronaca

Chiari, sul maxi impianto di accumulo l’opposizione drizza le antenne

Comitato Civico annuncia un’interpellanza in Consiglio comunale per chiedere «trasparenza e coinvolgimento»
Daniele Piacentini
L'area in cui si trova la stazione Terna
L'area in cui si trova la stazione Terna

Sull’impianto di accumulo Bess da 320 Mw richiesto all’interno della stazione Terna di Chiari, tra le località Santellone e San Bernardo, l’opposizione drizza le antenne e chiede «trasparenza e coinvolgimento», a partire dal Consiglio comunale.

Impatto

L’opposizione di Comitato Civico, con il capogruppo Marco Salogni, annuncia un’interpellanza con l’obiettivo di «ottenere dall’Amministrazione chiarimenti sull’iter autorizzativo e sulle caratteristiche dell’intervento». Per Salogni si tratta di «un’infrastruttura di dimensioni e rilevanza considerevoli per il nostro territorio. Non siamo contrari alle infrastrutture necessarie alla transizione energetica e alla stabilità della rete elettrica, ma riteniamo indispensabile che Chiari conosca per tempo quali impatti potrà avere sul territorio».

Tra gli aspetti che l’opposizione chiede di approfondire ci sono «il consumo di suolo, l’impatto paesaggistico, le opere necessarie per la connessione alla rete, la viabilità di cantiere e le eventuali opere accessorie», oltre che l’aspetto relativo alla sicurezza, con le «necessarie valutazioni siano state effettuate in materia di sicurezza antincendio e se siano già stati coinvolti il Comando dei Vigili del Fuoco, Arpa, Aps e gli altri enti competenti».

Da ultimo, l’aspetto delle compensazioni, perché «se Chiari dovesse ospitare un’infrastruttura energetica di interesse nazionale – chiosa Salogni – è necessario capire quale beneficio concreto potrebbe derivarne per la comunità locale. Dobbiamo verificare se siano previste opere di mitigazione ambientale, compensazioni e garanzie per il ripristino dell’area al termine della vita utile dell’impianto».

L’impianto clarense dovrebbe trovare casa in un’area già vocata energeticamente. In via di Mezzo, infatti, si trova da decenni una delle principali centrali elettriche di smistamento della zona, dove l’alta tensione viene trasformata in media tensione e da lì, attraverso numerose dorsali, va a fornire energia a mezza Bassa Occidentale.

Nodo della rete

«Chiari – spiega al riguardo il sindaco Gabriele Zotti – è da decenni una zona pivot di smistamento della corrente, uno dei nodi della rete a livello nazionale», già interessata nel 2002 da una maxi-intervento da 60 milioni di euro, effettuato da Terna, per la riqualificazione a 380 kV del precedente elettrodotto a 220 kV.

Ora il nuovo impianto, collegato all’accumulo di energia prodotta soprattutto dal fotovoltaico, da immagazzinare durante il giorno per essere poi rilasciata nelle ore serali e notturne. Come equilibrare le esigenze delle varie comunità sarà la domanda a cui cercare risposta, a partire dal Consiglio comunale di settembre.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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