Da Gussago alla Valtrompia, ora anche a Brescia si parla di baby gang

Violenza, minacce sopraffazione. Spesso nei confronti dei coetanei, giovanissimi come loro. Ma non di rado a farne le spese sono gli adulti. Le chiamano baby gang (definizione, se vogliamo, un po’ troppo semplicistica) ma sono lo specchio di una realtà sociale in cui la delinquenza giovanile ha fatto (e continua a fare) un impressionante salto di qualità, commettendo reati sempre più gravi. Una situazione nazionale, certo, ma che non risparmia nemmeno il Bresciano. Che, anzi, dopo anni «sottotraccia» è apparsa su questa poco invidiabile mappa, da cui mancava fino al 2021.
Disagio giovanile
Cominciamo da quello che è ben più di un problema semantico. Tanto le forze dell’ordine quanto i sociologi associano il concetto di baby gang ad un qualcosa di strutturato, con una gerarchia e dei compiti precisi. Nel caso bresciano si parla più spesso di fenomeni legati al disagio giovanile. Con eccezioni di un certo peso, come dimostrano gli arresti che hanno azzerato la banda «069», otto soggetti che – da minorenni – avevano seminato il terrore in buona parte del territorio della Valtrompia.
In Italia e in Lombardia
Ma torniamo allo scenario nazionale: in un contesto in cui emerge un aumento di «segnalazioni relative a persone minori di 18 anni denunciate e arrestate/fermate dalle forze di polizia», in Lombardia i minori di 18 anni denunciati e arrestati dalle forze di polizia sono passati dai 5.522 del 2014 ai 6.533 del 2023, con un incremento del 18,3% nell’arco di un decennio. Una crescita significativa a livello di impatto sociale più che per l’aspetto numerico, a conferma di un fenomeno che desta sempre maggiore preoccupazione.
Restando sempre nei confini della Lombardia e considerando solo i minorenni, tra il 2014 e il 2023 raddoppiano le segnalazioni per percosse, lesioni dolose, estorsioni, violenza sessuale, rapine in esercizi commerciali, mentre triplicano i furti con strappo e le rapine consumate in pubblica via. Tutti reati di strada che creano immediatamente allarme sociale.
Ampia popolazione
Ma la gelida precisione dei numeri contribuisce anche a non ingigantire il fenomeno: i furti con strappo, per cui sono segnalati dei minorenni, passano dai 26 del 2014 agli 85 del 2023, le estorsioni da 43 a 95, le violenze sessuali da 25 a 64, le percosse da 67 a 143, le rapine in esercizi commerciali da 50 a 108. Dati che fanno riflettere, è indubbio, se pensiamo che sono relativi ai soli under 18 ma che vanno riferiti ad una popolazione giovanile lombarda (di età compresa tra i 9 e i 17 anni) di oltre 700mila ragazzi. Certo, non è banale constatare come gli under 18 segnalati per rapine in pubblica via, reato spesso commesso in gruppo, passino dalle 250 del 2014 alle 839 del 2023.

Nel Bresciano
Guardando tra le mura di casa nostra, Brescia sembrava esente dal fenomeno delle baby gang. Un report, prodotto da Transcrime, in collaborazione coi Ministeri dell’Interno e della Giustizia, diffuso a ottobre 2022 – «Le gang giovanili in Italia» – ha fornito un monitoraggio aggiornato sul fenomeno che, fino a quel punto, sembrava non coinvolgere la nostra provincia.
In tutte le mappature, elaborate con il contributo Comandi Provinciali dell’Arma dei Carabinieri, delle Questure e degli Uffici di servizio sociale per i minorenni (Ussm), relative al periodo 2019-2021, il Bresciano era fuori dai radar.
Composte da meno di dieci individui, in prevalenza maschi e con un’età compresa fra i 15 e i 17 anni, le gang – nella maggior parte dei casi composte da italiani, mentre gruppi formati in maggioranza da stranieri o senza una nazionalità prevalente sono meno frequenti – sono testimonianza di situazioni di marginalità o disagio socioeconomico, ma questa condizione non è sempre verificata.
I crimini

I crimini più spesso attribuiti sono reati violenti (risse, percosse e lesioni), atti di bullismo, disturbo della quiete pubblica e atti vandalici, meno frequenti lo spaccio di stupefacenti o i reati appropriativi. Rispetto al fronte investigativo, già nel 2022 ci fu una maxi operazione in provincia di Brescia, con i carabinieri di Gussago che stroncarono la Gang88, che mutuava il proprio nickname dal Cap (25088) di uno paesi dell’Alto Garda dai quali proveniva il capo della banda.
Una ventina di arresti, tra detenzione in carcere e provvedimenti restrittivi di altro tipo, con quattro minorenni coinvolti. Poi, come giù evidenziato, c’è la recente operazione contro la baby gang «069», responsabile di oltre 30 episodi denunciati ai Carabinieri a Brescia, Concesio, Villa Carcina, Sarezzo e Lumezzane, tra il 2022 e il 2025.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato
@Buongiorno Brescia
La newsletter del mattino, per iniziare la giornata sapendo che aria tira in città, provincia e non solo.
