A un anno di distanza l’artista gussaghese affetto dalla sindrome di Asperger, Riccardo Baessato, per tutti Ricky, è tornato a celebrare la sua festa della solidarietà. E ancora una volta ha stupito tutti. Questa volta ha raccolto 12mila euro grazie ai suoi lavori destinati a sostenere «I bambini Dharma», l’associazione che dal 2011 si prende cura dei bambini ricoverati in condizioni di particolare fragilità. Un risultato che, alla vigilia, nessuno avrebbe probabilmente immaginato di poter raggiungere.
Lo scorso anno aveva consegnato 9mila euro ai clown di «Viviamo in positivo». Quest’anno ha alzato ancora l’asticella, senza mai porsi come obiettivo quello del record. Il suo obiettivo, del resto, è sempre stato un altro: «Dare una mano».
Le opere
Così i suoi sassi, le piastrelle e le piccole opere realizzate con pazienza dalle sue mani sono diventati ancora una volta un ponte tra la creatività e la solidarietà. La scelta è caduta su «I bambini Dharma» perché Ricky conosce il valore di un aiuto rivolto a chi, fin dall’inizio della propria vita, ha già dovuto affrontare situazioni difficili. «L’associazione accoglie questi bambini non riconosciuti alla nascita – racconta – e come sempre volevo solo dare una mano, come faccio tutti gli anni».
I 12mila euro contribuiranno a realizzare «Spazio incontro» in Fondazione Poliambulanza. Sarà una stanza pensata per essere qualcosa di più di un semplice ambiente ospedaliero, un luogo accogliente nel quale bambini e famiglie possano ritrovare, per quanto possibile, una sensazione di normalità, calore e familiarità. E quella stanza porterà anche il nome di Ricky. Una targa ricorderà il suo gesto e la sua generosità.
Sarà uno spazio nel quale potranno essere accolti i bambini nei momenti dell’affido e che potrà essere utilizzato anche per altre iniziative dell’associazione. «Ci sono incontri che lasciano un segno profondo, e quello con Ricky è uno di questi», racconta Giovanna Castelli, presidente de «I bambini Dharma».
L’associazione
L’associazione opera all’Ospedale dei bambini degli Spedali Civili e alla Fondazione Poliambulanza, dove i volontari, affettuosamente chiamati zii e zie, offrono ai piccoli ricoverati presenza e vicinanza. Tenere una mano, leggere una storia, accompagnare il sonno, regalare una coccola: gesti apparentemente piccoli, ma capaci di riempire un momento di solitudine. Ed è proprio questa attenzione alla persona che sembra aver conquistato Ricky.
«Ricevere la sua donazione – spiega Castelli – è stato emozionante, perché in quel gesto abbiamo riconosciuto il tempo, la cura e l’impegno che Ricky ha dedicato ai nostri bambini». Ricky ha già annunciato che da domani si ricomincia: «Da domani parto con un nuovo progetto», dice con la semplicità di chi non considera straordinario ciò che sta facendo.
Forse è proprio questo il segreto di Ricky: non pensa di cambiare il mondo. Dipinge un sasso, realizza una piastrella, raccoglie un’offerta. Poi ne fa una casa per qualcuno. E così quella piccola casa si allarga.



