Il motoscafo Riva Acquarama sarà restituito al suo proprietario, il 57enne tedesco Christian Teismann.
Questo il verdetto della Corte d’Appello di Brescia, che ha così deciso per la revoca della confisca del motoscafo, che il 19 giugno del 2021 causò la morte di Greta Nedrotti e Umberto Garzarella. Una decisione – subordinata alla documentazione dei lavori di messa in sicurezza del motoscafo – che ha provocato un dolore profondo nelle famiglie dei due giovani bresciani. Perché pensare che quel Riva, una volta sistemato, possa tornare a solcare le acque del lago, per i genitori dei due ragazzi – che quella sera si trovavano insieme sulla piccola barca di Umberto – è un’ingiustizia enorme.
La perizia
Sulla vicenda era stata eseguita anche una perizia da parte dell’ingegnere Davide Zerbinati, chiamato proprio a rispondere a una domanda solo apparentemente semplice: il motoscafo è pericoloso? In particolare il perito aveva risposto che la pericolosità dipendesse da diverse circostanze e si era soffermato sulla mancata omologazione dei fari e, in particolare, sul fatto che il fascio di luce proiettato dai fanali del Riva fosse idoneo o meno ad assicurare la sua visibilità. L’ingegnere aveva concluso affermando che alla mancata omologazione dei sistemi di illuminazione non potesse essere attribuito un ruolo determinante nella verificazione del sinistro.




