A Brescia diminuisce l’efficienza nello smaltire i procedimenti civili. Nonostante dal 2014 al 2024 sia stato evaso molto dell’arretrato – oltre il 40% dei fascicoli pendenti –, il Tribunale di Brescia negli ultimi anni ha faticato a stare al passo con i nuovi procedimenti arrivati. Al punto che il «clearance rate» – l’indicatore della capacità di smaltire i fascicoli – è sceso sotto la soglia dell’unità: ovvero, i procedimenti registrati durante l’anno sono stati più di quelli «definiti», cioè conclusi con un provvedimento finale (come una sentenza).
È quanto emerge da un’analisi condotta dall’Associazione italiana avvocati d’impresa a partire dai dati del Ministero della Giustizia: in generale, dal report emerge come la Lombardia sia una delle regioni più virtuose nello smaltimento delle cause pendenti arretrate accumulatesi negli anni, ma riscontri maggiori difficoltà nell’affrontare i nuovi fascicoli. «La Lombardia conferma una capacità di risposta superiore rispetto alla media nazionale», spiega il presidente dell’associazione Antonello Martinez. Tuttavia, spiega, «la giustizia civile continua a procedere a velocità diverse anche all’interno dei territori più efficienti».
A Brescia
Questa tendenza in alcune province è più accentuata che in altre. A Brescia, per esempio: tra il 2014 al 2024 i procedimenti pendenti si sono ridotti da 4.979 a 2.977 – con un calo del 40% –, ma nell’ultimo anno c’è stata una frenata nella capacità di smaltire i casi. Lo si evince dal dato sul «clearance rate»: l’indicatore che misura il rapporto tra i procedimenti definiti e quelli iscritti durante l’anno. Se il valore del clearance rate è superiore al 100%, significa che sono stati definiti più procedimenti di quanti ne siano stati iscritti. Se, invece, i valori scendono al di sotto del 100%, il numero dei casi definiti è stato minore del numero dei procedimenti iscritti.
E a Brescia, indica l’analisi dell’Associazione avvocati d’impresa, il clearance rate è sceso sotto l’unità. Dai dati del Ministero della Giustizia, infatti, nel 2025 questo indicatore, riferito al solo ambito del Civile ordinario, si è attestato sul valore di 0,99. I procedimenti sopravvenuti durante l’anno sono stati infatti 8.722, quelli conclusi 8.639 (di cui con sentenza 5.765).

Le altre province
E nel resto della Lombardia? A Milano si registra la percentuale maggiore si smaltimento di contenziosi arretrati (70%), ma pure qui il livello di efficienza nel concludere i fascicoli arrivati durante l’anno diminuisce, passando in dieci anni da un clearance rate di 1,31 a un valore di 1,07.
Tra i distretti confinanti con Brescia, Bergamo ha una percentuale simile di smaltimento degli arretrati (42%), ma, si legge nell’analisi, «mantiene una maggiore stabilità nel clearance rate, segnalando una gestione più lineare dei flussi». A Cremona gli arretrati sono scesi meno, del 28,9%, a Mantova del 24%. Secondo l’Associazione italiana avvocati d’impresa, «Bergamo appare più solida nella continuità, Brescia più efficiente nel breve periodo ma meno stabile, Cremona più vulnerabile alla variabilità dei carichi».
La Corte d’Appello
La stessa dinamica di «perdita di efficienza strutturale nel lungo periodo» si riscontra anche nelle Corti d’Appello lombarde. A livello regionale il clearance rate in dieci anni è sceso da circa 1,39 a poco più di 1,13: e il distretto di Brescia – si legge nel report – «come altri distretti intermedi contribuisce a questa dinamica con un andamento meno stabile e più esposto alle variazioni dei flussi». ln Lombardia, dunque, se da un lato spicca per percentuali di smaltimento dei procedimenti arretrati, dall’altro «evidenzia una crescente polarizzazione tra uffici più efficienti e realtà che faticano a mantenere un equilibrio stabile tra cause in ingresso e procedimenti definiti».
Le cause del fenomeno
Ma cosa rallenta il disbrigo delle nuove cause? E soprattutto, perché alcuni distretti – come quello di Brescia – faticano di più? Secondo l’Associazione degli avvocati d’impresa, tutto dipende dalla tipologia di contenzioso prevalente nei tribunali lombardi: materie più articolate più complesse comportano «tempi istruttori più lunghi e maggiore variabilità procedurale», allungando quindi i tempi di smaltimento delle cause: un fenomeno evidente, secondo il report, soprattutto nei tribunali più grandi e articolati.
«Le materie trattate in Lombardia incidono in modo significativo sulle performance degli uffici – conclude il presidente Martinez –. Il dataset evidenzia come la crescente complessità dei procedimenti, in particolare quelli legati alla famiglia e alla crisi d’impresa, abbia modificato la struttura dei flussi negli ultimi anni. Le riforme normative, tra cui la riforma Cartabia, hanno infatti riclassificato molte procedure familiari e introdotto nuove categorie nelle procedure concorsuali, rendendo più difficile il confronto nel tempo e influenzando direttamente il clearance rate».




