A giugno 800mila turisti nelle capitali bresciane, oltre metà dall’estero

A gonfie vele i laghi (ma questa non è una novità) con sempre più francesi, inglesi e americani. Bene la montagna, meta degli italiani. E bene anche la città, che ha visto ridursi il turismo business e crescere la presenza di visitatori dall’estero piacevolmente sorpresi dalle sue bellezze. È un primo bilancio della stagione estiva positivo quello che Confcommercio Brescia traccia nel suo focus di giugno. Ne è convinto Alessandro Fantini, numero uno di Federalberghi che, facendo riferimento anche all’occupazione delle camere, si dice soddisfatto e guarda ad agosto con entusiasmo: «A differenza del passato, quest’anno le prenotazioni sono avvenute in anticipo e poi c’è stato un rallentamento. Ora attendiamo il last minute per registrare il tutto esaurito».
Il report - che si basa sulle tracce lasciate dai telefonini e rielaborate da un algoritmo - fornisce dati puntuali limitatamente a sei centri storici della nostra provincia con vocazione turistica (dei 41 monitorati in Lombardia). Ossia quelli di Brescia, Desenzano, Iseo, Ponte di Legno, Salò e Sirmione.
Stranieri all’assalto
Emerge che a giugno, in queste sei «capitali», sono state sfiorate le 800mila visite di persone arrivate da fuori provincia (in questa edizione l’Ufficio studi di Confcommercio non ha considerato i bresciani che si spostano) contro le 472.224 registrate a marzo. Un bel salto compiuto anche grazie all’interesse che gli stranieri nutrono nei confronti del nostro territorio (Garda in primis): più della metà di queste visite di inizio estate (466.691) sono state fatte da persone di casa all’estero.
Quelli di Desenzano e Salò sono i centri storici che hanno attratto più visitatori (all’incirca 99mila ciascuno) e registrato più visite (oltre 179mila l’uno e oltre 173mila l’altro). Il successo non sorprende Silvia Dalla Bona, presidente del Carg (Consorzio albergatori che rappresenta 35 strutture ricettive a Salò e Gardone): «Abbiamo notato un netto miglioramento rispetto alla stagione 2024, già di per sé molto bella: il fatturato di giugno ha registrato un più 25%». In termini di visite totali seguono Brescia e Iseo, entrambi sopra quota 150mila. Poi c’è Sirmione - al centro delle polemiche sull’overtourism dopo l’assalto del Primo maggio - che a giugno ha contato oltre 98mila visite, in gran parte di stranieri. La presenza di persone dall’estero sulla penisola, rispetto a maggio, ha infatti registrato un più 90%. Chiude l’elenco che, ricordiamo, non tiene in considerazione i turisti bresciani, il cuore di Ponte di Legno con oltre 45mila visite, delle quali 6.553 fatte da stranieri.
Interessante è il focus sulle nazionalità. I primi sono sempre i tedeschi ma, come fa notare Andrea Maggioni, presidente di Salò ProMotion e coordinatore di Confesercenti per il Garda, «c’è stata una lieve flessione: la situazione economica della Germania e le difficoltà d’accesso tramite il Brennero per via dei lunghi e complicati lavori di messa in sicurezza di alcuni viadotti stanno contribuendo a una contrazione dei tedeschi sia in termini di presenze sia di potere di spesa. Da segnalare, di contro, un aumento di inglesi e nord americani».
Aumento, quest’ultimo, confermato da Fantini, che aggiunge all’elenco delle nazionalità sempre più presenti nel Bresciano i francesi. Il report lo conferma: i tedeschi sono il 43% degli stranieri a Salò, ma altrove la percentuale cala molto: a Desenzano se la giocano con gli inglesi, in città con gli olandesi e a Iseo con i francesi.
Chi spende
Quanto, poi, alle ricadute economiche, ricordiamo che, come ha riferito di recente Confesercenti citando il rapporto «Tourism and Incoming Watch» elaborato da Nexi con l’Osservatorio del Ministero del Turismo, la nostra provincia è nella top ten italiana 2024 per la spesa generata dai visitatori stranieri: 477 milioni di euro, dei quali 181 milioni spesi dai tedeschi, seguiti dagli olandesi con 41 milioni. Per l’intero Garda (non solo la sponda bresciana) il valore sale a 733 milioni, poco meno della Costiera Amalfitana e quasi il triplo del lago di Como.
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