Cronaca

Ghedi, sfrattati dal radon: sportivi e banda un anno senza «casa»

Nonostante i lavori previsti per Pasqua, le norme impongono un anno di verifiche; rientro previsto non prima della primavera del 2027
Gianantonio Frosio
Palestra di Ghedi - © www.giornaledibrescia.it
Palestra di Ghedi - © www.giornaledibrescia.it

È pronto il conto per la vicenda radon: il Comune deve spendere 60mila euro, mentre le attività ospitate dalla palestra della scuola secondaria e dalla sede della banda saranno sfrattate per quasi due anni (con tutte le spese relative al trasferimento che dovranno aggiungersi ai 60mila euro dei lavori).

Conti pesanti

Non è poco, soprattutto se si considera che questa emergenza, che non è imputabile a nessuno, è capitata tra capo e collo, quindi non era in preventivo. E se aggiungiamo che l’Amministrazione comunale deve farsi carico anche della ristrutturazione della Loggetta delle Grida (qualche migliaia di euro) e della sistemazione di Palazzo Arcioni (almeno 350mila euro, ne abbiamo riferito la settimana scorsa), entrambe entrate in scena senza preavviso, si può capire che, quando gli amministratori piangono miserie, qualche ragione ce l’hanno. Certo, il Comune di Ghedi non fallirà per questi imprevisti, ma qualche notte insonne gli amministratori devono metterla in conto.

Durante le vacanze di Pasqua si farà l’intervento che consentirà alla palestra di tornare agibile: verranno scavati pozzetti con relative ventole di estrazione del radon che, quindi, non ammorberà più la struttura. L’intervento, che non è complicato, sarà tutto sommato breve: studenti e insegnanti, però, potranno riprendere possesso della palestra solo a settembre 2027.

Regole rigide

«La normativa – spiega con malcelato disappunto l’assessore Martino Pasini – impone che, dopo il risanamento, prima di poter riutilizzare gli ambienti si debbano fare verifiche che, ovviamente, devono risultare negative per un anno. Quindi, se l’intervento viene fatto nella primavera 2026, fate voi i calcoli...».

Discorso analogo per la sala prove della banda: anche qui, sempre a causa del radon, Ats aveva imposto l’«extra omnes», con i musicanti che da alcuni mesi fanno le prove alla Casa del Giovane. A breve la sede della banda verrà «sanata» grazie ad un paio di pompe che estraggono il radon dal vespaio che sta sotto il pavimento. Siccome bisogna attendere un anno prima di rientrare, la banda tornerà a casa non prima dell’estate 2027.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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