A Ghedi è allarme radon, trasloco per scuola e sede della banda

Nel 1899, quando scoprirono il radon, un gas inerte prodotto dalla naturale decadenza del materiale inorganico, Robert Owens e Ernest Rutherford non immaginavano che, 127 anni dopo, il loro contributo alla scienza avrebbe creato parecchie rogne a Ghedi.
Pericoloso se inalato in quantità significative, il radon, che in altri Comuni della zona è più indulgente, a Ghedi è una mezza emergenza: oltre alla palestra delle scuole medie, chiusa da Ats per via dei livelli di radon troppo elevati, ha messo ko anche la sede della banda, costretta a un trasloco forzato.
Al momento l’emergenza è stata affrontata grazie alla generosa disponibilità della parrocchia, che, d’intesa con il Comune e l’Istituto comprensivo, ha messo a disposizione ambienti alternativi: spazi forse non ottimali perché nati per altri scopi, ma di grazia ad averceli come alternativa.
All’oratorio
Gabriella Salerno, dirigente dell’Ic Ghedi, riassume la situazione: «Dal 19 gennaio le classi delle medie faranno le lezioni di scienze motorie all’oratorio. Non tutte, però. Per questioni tecniche (trasferimento, sorveglianza...), alcune classi non possono spostarsi: continueranno a lavorare in sede, negli spazi disponibili. All’oratorio si terranno anche i corsi del serale, che noi ospitiamo».

«Oltre alla parrocchia ringrazio il Comune – continua la dirigente – non solo perché si è attivato per risolvere il problema, ma anche perché in alcuni orari mette a disposizione lo scuolabus per spostare i ragazzi dalle medie all’oratorio e viceversa».
Provvidenziale
Il radon abbonda pure nella sede della banda. Ergo: chiusa anche quella. Pure qui è arrivato il soccorso della parrocchia, che ha messo a disposizione un salone al primo piano della Casa del giovane. L’altro ieri l’assessore Martino Pasini e l’Ufficio tecnico hanno steso la convenzione che andrà in giunta martedì per l’approvazione. Da quel momento sarà esecutiva e la banda potrà trasferirsi.

Particolare da segnalare, perché fa la differenza. Mentre in altri comuni il radon è appena al di sotto del limite consentito (300 Becquerel al metro cubo), a Ghedi è appena al di sopra: pochi Becquerel in più, che impongono la chiusura. La speranza è che l’emergenza si fermi qui: se il radon si accanisse su altri edifici sarebbe un guaio.
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