Del polo scolastico che verrà inaugurato sabato 12 settembre abbiamo già detto. Il 29 agosto, però, Ghedi taglia un altro nastro: quello del nuovo asilo nido da 36 posti realizzato in via Palazzo, in un edificio, ovviamente ristrutturato, che componeva le oramai ex scuole elementari. Quelle che, da settembre, appunto traslocheranno nel nuovo polo scolastico. Insomma: via i bambini della Primaria, arrivano quelli del Nido.
«Siccome la richiesta di posti negli asili nido è in continua crescita – dice il sindaco Federico Casali –, ci siamo attivati per offrire una risposta concreta. Non senza fatica siamo riusciti a reperire i fondi necessari per rendere possibile l’intervento anche dal punto di vista economico. Non è stato facile, ma ce l’abbiamo fatta».
«Il risultato – continua l’assessore ai Servizi sociali Delia Bresciani – è che le famiglie della nostra comunità hanno a disposizione 36 posti in più, suddivisi in 4 nuove sezioni. Il collaudo della struttura è stato fatto; sono in corso le selezioni per gli educatori ed è aperto il bando per gli arredi. Quindi le famiglie possono attivarsi per le necessarie richieste: da settembre altri genitori avranno la certezza che i loro bimbi sono in buone mani».
L’investimento
Il costo della ristrutturazione del nuovo Nido non è neanche paragonabile a quello del polo scolastico, per il quale sono stati spesi quasi 25 milioni di euro: qui siamo a 1.478.000 euro. Cifra comunque di tutto rispetto. «A questa spesa – spiega l’assessore Giovanni Cazzavacca – abbiamo potuto far fronte grazie ad un finanziamento di 720 mila euro del Pnrr. Soldi a cui vanno aggiunti 200 mila euro arrivati dal Gse. La quota in carico al Comune è di poco superiore ai 500 mila euro: cifra ridotta a 350 mila perché la ditta che si è aggiudicata i lavori ha presentato uno sconto del 16%. Questo ha comportato una riduzione del costo di quasi 200 mila euro».
«Ringraziamo Fabio Gavazzi, l’Ufficio tecnico, Nicoletta Perani e l’area Servizi sociali – dicono sindaco e assessori – per il lavoro che hanno svolto in fretta e bene. Se il progetto è andato in porto lo dobbiamo anche a loro che, soprattutto l’anno scorso, quando c’era poco tempo per reperire i fondi, ci ha messo la testa e l’anima, spesso senza badare all’orario di servizio».



