È stata smantellata anche l’ultima gru che per quasi due anni ha spostato il materiale da una parte all’altra del cantiere. Questo significa che al nuovo polo scolastico siamo oramai alle finiture. Inevitabile visto che l’inaugurazione è dietro l’angolo, sabato 12 settembre, giusto in tempo per l’inizio delle lezioni della primaria che saranno ospitate dal primo giorno nella nuova casa.
Gli inviti
Mancano solo i nomi delle autorità che presenzieranno al taglio del nastro. Visto che tentar non nuoce, il sindaco Federico Casali, il suo vice Giovanni Cazzavacca e l’assessore Martino Pasini hanno puntato in alto: Quirinale e Palazzo Chigi, a seguire Pirellone, Broletto. Gli inviti sono partiti: qualcuno risponderà.
Innovazione
In attesa di scoprire chi brandirà il forbicione, raccontiamo dell’acqua utilizzata per irrigare le aree verdi di cui è dotata la scuola. L’obiettivo è risparmiare, perseguito con tre accorgimenti. Primo: grazie ad un potente impianto fotovoltaico, dal punto di vista energetico la scuola è (quasi) autosufficiente. In pratica, per attingere e far circolare l’acqua utilizza energia elettrica autoprodotta, a costo zero.
Per sicurezza, però, e qui siamo al secondo accorgimento, i tecnici hanno applicato il principio di ridondanza: consiste nel duplicare le parti di un sistema così che, se qualcosa va storto, l’alternativa entra in azione. Per questo sono state installate alcune cisterne che raccolgono l’acqua piovana dei tetti, poi utilizzata per dissetare erba, piante e cespugli. Siccome «non si sa mai», i tecnici hanno ridondato la ridondanza.
Terzo accorgimento: oltre a quelle per i tetti, in altre e più capienti cisterne viene raccolta anche l’acqua piovana del grande parcheggio che si trova a nord, tra il Polo scolastico e il Centro sportivo. Questo garantisce un’ulteriore, copiosa e gratuita riserva idrica. «Qui, però – spiegano il vicesindaco Cazzavacca e l’assessore Pasini –, l’acqua dev’essere depurata, perché contaminata dalle polveri sottili e da altre impurità presenti sul terreno. Per questo, prima di finire nelle cisterne, passa attraverso un filtro che la rende utilizzabile per scopi civili non potabili come, per l’appunto, l’irrigazione dei giardini».


