Chiara Poggi, 26enne laureata in Economia, viene uccisa il 13 agosto 2007 nella villetta di Garlasco, in provincia di Pavia, dove viveva con i genitori. La giovane è stata colpita con un oggetto contundente. A lanciare l’allarme fu il fidanzato Alberto Stasi, studente della Bocconi, che ha recentemente concluso di scontare una condanna definitiva a 16 anni. Stasi era stato inizialmente assolto nei primi due gradi di giudizio ed è ora in semilibertà.
Nel febbraio 2023, la Corte europea dei diritti dell'uomo ha dichiarato irricevibile il ricorso di Stasi. Con il recente invito a comparire notificato ad Andrea Sempio, amico del fratello della vittima, si prospetta la possibilità di una nuova richiesta di revisione della condanna. Il caso di Chiara Poggi è uno dei più discussi e complessi della recente storia giudiziaria italiana.
Le tappe del caso
- 24 settembre 2007: Stasi viene fermato dopo che sui pedali di una bici vengono trovate tracce di DNA compatibile con quello di Chiara. Tuttavia, il gip non convalida il fermo e lo rimette in libertà per insufficienza di prove.
- 3 novembre 2008: Il pubblico ministero Rosa Muscio chiede il rinvio a giudizio di Stasi.
- 17 dicembre 2009: Assoluzione di Stasi. Il gup dichiara il quadro istruttorio “contraddittorio e altamente insufficiente”.
- 8 novembre 2011: Inizia il processo d'appello a Milano. La pubblica accusa chiede 30 anni per Stasi, mentre la difesa punta sulla mancanza di prove.
- 6 dicembre 2011: Assoluzione di Stasi da parte della Corte d'Assise d'Appello.
- 18 aprile 2013: La Cassazione annulla il processo di secondo grado e rinvia gli atti alla Corte d'Assise d'Appello di Milano.
- 17 dicembre 2014: Il processo d'appello bis culmina con una condanna a 16 anni di carcere per Stasi.
- 30 aprile 2015: La difesa e la pg Laura Barbaini presentano un doppio ricorso in Cassazione, chiedendo l'aggravante della crudeltà.
- 12 dicembre 2015: La Cassazione conferma la condanna a 16 anni. Stasi si costituisce nel carcere di Bollate.
- 19 dicembre 2016: La famiglia di Stasi richiede la riapertura del processo sulla base di una nuova perizia.
- 23 dicembre 2016: Andrea Sempio viene indagato dalla Procura di Pavia per un DNA compatibile con quello trovato sotto le unghie di Chiara.
- 24 gennaio 2017: La Corte d'Appello di Brescia respinge la revisione del processo chiesta dalla difesa di Stasi.
- 28 marzo 2017: Il gip di Pavia archivia l'inchiesta su Sempio.
- 24 maggio 2017: La difesa di Stasi presenta ricorso in Cassazione contro la condanna.
- 28 giugno 2017: La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso.
Gli ultimi sviluppi
- 23 giugno 2020: I legali di Stasi depositano una richiesta di revisione della sentenza di condanna.
- 5 ottobre 2020: Il ricorso dei legali di Stasi viene dichiarato inammissibile dai giudici della Corte d’Appello di Brescia.
- 11 marzo 2025: Sempio viene nuovamente indagato. Il Dna trovato sotto le unghie di Chiara è incompatibile con quello di Stasi.
- 14 maggio 2025: Perquisizioni a casa di Sempio e dei suoi familiari. Viene trovato un martello, potenziale arma del delitto.
- 12 agosto 2025: La procura di Pavia conferma che il Dna trovato su una garza usata nell'autopsia di Chiara è contaminato.
- 25 settembre 2025: Nuove perquisizioni vengono disposte a casa dei familiari di Sempio. La Procura di Brescia indaga sull'ex procuratore di Pavia per corruzione in atti giudiziari.
- 18 dicembre 2025: Si torna in aula per l'incidente probatorio. È battaglia sulla perizia che lega il profilo genetico di Sempio alla famiglia della vittima.
- 22 marzo 2026: La consulenza della Procura di Pavia conferma che Chiara lottò con il suo assassino.
- 24 aprile 2026: Il procuratore di Pavia incontra i magistrati di Milano, preparando una revisione del processo.
- 29 aprile 2026: Invito a comparire notificato a Sempio per il 6 maggio. Secondo i pm, è lui l'assassino di Chiara.
- 30 aprile 2026: Secondo i pm, Sempio ha ucciso Chiara «per un rifiuto», con dodici colpi.



